Sciarra Martinengo CesarescoEtà: 57 anni1520–1577
- Nome
- Sciarra Martinengo Cesaresco
| Nascita | tra il 1520 e il 1545 18 |
| Nascita di un fratello | Silla Martinengo Cesaresco tra il 1520 e il 1546 |
| Morte di un nonno materno | «Cesare» II «il Magnifico» … Martinengo Cesaresco 3 ottobre 1527 |
| Nascita di un fratello | Camillo Martinengo Cesaresco 1529 |
| Morte del padre | «Giorgio» II Martinengo Cesaresco 26 ottobre 1546 (Età 26 anni) |
| Morte di una nonna paterna | Ippolita Gambara 7 settembre 1551 (Età 31 anni) |
| Morte di un fratello | Silla Martinengo Cesaresco tra il 1572 e il 1640 (Età 52 anni) |
| Morte di un fratello | Camillo Martinengo Cesaresco 1572 (Età 52 anni) |
| Morte | 22 aprile 1577 (Età 57 anni) |
| Titolo | Conte sì |
| Titolo | Cavaliere, dell’ordine di S. Michele sì |
| Famiglia con genitori |
| padre |
«Giorgio» II Martinengo Cesaresco Nascita: 5 marzo 1501 24 26 — "a hore 7 e mezzo di notte" Morte: 26 ottobre 1546 |
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Matrimonio: — unmarried |
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| himself |
Sciarra Martinengo Cesaresco Nascita: tra il 1520 e il 1545 18 Morte: 22 aprile 1577 — lunedì, a mezzogiorno |
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27 anni fratello |
Silla Martinengo Cesaresco Nascita: tra il 1520 e il 1546 18 Morte: tra il 1572 e il 1640 |
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10 anni fratello |
Camillo Martinengo Cesaresco Nascita: 1529 27 Morte: 1572 |
| Nota | Figlio naturale. Ferito mortalmente all'assalto della Charité '''PA OLO GUERRINI, ''I conti di Martinengo. Studi e ricerche genealogiche'' . Brescia, Tipolitografia F.lli Geroldi, 1930, pp. 430-437''' SCIARR A di Giorgio II, era figlio naturale del celebre e facinoroso condotti ero «et d’una sua nobilissima et principalissima Dama, e nacque co n soprabondanti influssi d’arditezza et di valore» . Il segreto ric opre ora di un velo SCIARRA di Giorgio II, era figlio naturale del cel ebre e facinoroso condottiero «et d’una sua nobilissima et principa lissima Dama, e nacque con soprabondanti influssi d’arditezza et d i valore» . Il segreto ricopre ora di un velo denso e impenetrabile q uesto amore del conte Giorgio; forse il Rossi conosceva il nome dell a dama, e a’ suoi tempi sussurrava forse ancora l’eco indiscreta d i questa tresca che aveva dato ai Martinengo Cesaresco un bastardo cel ebre come il conte Sciarra, non unico frutto però, perché Sciarra av eva un altro fratello minore di nome Silla. Il padre, figlio di un con dottiero arditissimo e di una Gambara, sentiva in sé — ''discese pe r li rami'' — tutte le qualità ataviche dei Martinengo e dei Gambar a. Sciarra, figlio di un libero amore, non poteva essere diverso per t endenze. «Fu paggio d’Enrico II Re di Francia, — continua il Ross i — dal quale non essendo appena arrivato ai diciotto anni, fu fatt o Cavaliere dell’ordine di S. Michele e d’indi secondo l’occasio ni honorato di segnalati et importantissimi titoli militari. Era di st atura mediocre, asciutta et forte. Spirava da gli occhi un indomabil e desiderio di gloria, e ne’ caratteri della fronte si leggeva quant ’era d’animo disposto a disprezzar i pericoli et la morte». In Fr ancia, dove il padre e l’avo aveano ricevuto onori e favori, e la fa ma del loro valore perdurava ancora vivissima e alla Corte e nell’ar mata, il giovane Sciarra volle compiere la sua educazione militare e s offermarsi poi in cerca di gloria. Fu prima Colonnello di fanteria, po i ebbe il titolo di Capitano Generale e prese parte a molti fatti d’ arme, all’assedio ed all’espugnazione di parecchie fortezze e pres tò mano gagliarda a reprimere le insurrezioni degli Ugonotti nelle lo tte religiose che dilaniavano la Francia in quel tempo. In mezzo a que ste gravi occupazioni, appena ebbe notizia della morte violenta del pa dre, meditò la vendetta e non tardò ad effettuarla. Il seguente racc onto dello storico Ottavio Rossi è un episodio della vita e dei costu mi del cinquecento a Brescia, e un esempio di quei numerosi e tragic i avvenimenti, che funestavano frequentemente la città e il contado p er l’inerzia del Governo Veneto e per la spavalda arroganza della no biltà che calpestava ogni legge. «Havuta ch’egli hebbe la nova i n Francia della morte del Padre, passò volando di qua da monti, et en trato in Brescia, con nove nobilissimi soldati quattro Francesi, et ci nque Mantovani, assalì nella pubblica piazza in giorno solenne di Sab bato il Conte Aluigi Avogadro, che per beneficio di fortuna salvandosi , non puotè essere atterrato, in vendetta della morte del Conte Giorg io. Ma in vece di lui fu amazzato un’altro Avogadro, et cagionato u n moto così grande nella Città, che dattosi all’arme, per comissio n de’ Rettori prese risolutione il Conte Sciarra di non fermarsi i n Brescia ma di uscirne di longo, insieme co’ suoi; inviatosi perci |