Giovannolo CasatiEtà: 88 anni13151403

Nome
Giovannolo Casati
Nascita tra il 1315 e il 1355 35

Nascita di un fratelloGiorgio Casati
tra il 1320 e il 1370 (Età 5 anni)

Nascita di un figlio
n° 1
Galeotto Casati
tra il 1330 e il 1395 (Età 15 anni)

Nascita di un figlio
n° 2
Cristoforo Casati
tra il 1335 e il 1385 (Età 20 anni)

Nascita di un figlio
n° 3
Maffino Casati
tra il 1335 e il 1385 (Età 20 anni)

Morte di un nonno maternoGuglielmo Casati
tra il 1290 e il 1390

Nascita di un figlio
n° 4
Simone Casati
tra il 1340 e il 1403 (Età 25 anni)

Nascita di un figlio
n° 5
Giovanni Casati
tra il 1360 e il 1403 (Età 45 anni)

Nascita di un figlio
n° 6
Francesco Casati
tra il 1360 e il 1403 (Età 45 anni)

Morte del padreAlpinolo Casati
tra il 1366 e il 1405 (Età 51 anni)

Morte di un fratelloBernabò Casati
tra il 1373 e il 1450 (Età 58 anni)

Morte 23 giugno 1403 (Età 88 anni)

Famiglia con genitori - View this family
padre
madre
fratello
56 anni
himself
56 anni
fratello
fratello
Famiglia con Beatrice Pietrasanta - View this family
himself
moglie
figlio
74 anni
figlio
44 anni
figlio
figlia
figlio
51 anni
figlio
69 anni
figlio

Nota

Menzionato, secondo il Calvi, per la prima volta nel 1373, quando anch e egli fu fatto prigioniero a Gavardo. Divenne in seguito segretario d i Regina Della Scala, moglie di Bernabò, ed ebbe, come ricompensa de i suoi servizi, feudi in territorio cremonese, la cui esistenza è con fermata dai documenti esistenti nell'Arch. dell'Ospedale Maggiore ne l già citato fondo Bendoni-Casati. Secondo il Calvi, ebbe anche ben i allodiali in Oriano, Padernelle, Castellaro, Motule, Quinzano e Petr agnache, e usufruì della concessione degli introiti dei dazi del pan e e del vino, per i quali non sono però indicate le località. Giovan nolo mantenne la sua posizione privilegiata anche al tempo di Gian Gal eazzo Visconti, il quale esentò le sue terre di Robecco dai contribut i richiesti a tutti gli abitanti della zona per la costruzione della f ortezza di Abbiategrasso. Nel 1388 figurava nel Consiglio generale d i Milano, per la parrocchia di S. Tecla, a Porta Romana. Dal 1394 fu c onsigliere di Caterina Visconti (ricoperse tale carica anche dopo la m orte di Gian Galeazzo, assieme a Francesco Barbavara), e tutore dei gi ovani principi nel castello di Melegnano. Il suo nome è sempre accomp agnato dalla qualifica di miles;egli godeva, inoltre, delle più ampi e esenzioni nel pagamento dei tributi. Nel 1402 venne inviato dalla ve dova duchessa quale ambasciatore presso Francesco Novello da Carrara s ignore di Padova. Le vicende del ducato di Milano all'indomani della s comparsa di Gian Galeazzo furono alquanto torbide: si scatenarono infa tti le opposte fazioni e si ebbero tumulti e violenze dogni genere, i n particolare contro i Barbavara, favoriti della duchessa. L'ambasciat ore di Città di Castello a Milano, Cristiano de' Guelfucci, mandò l' 8 luglio 1403 una lettera ai Priori della sua città, che costituisc e un'importante testimonianza sugli avvenimenti di quei giorni ed è l a fonte più attendibile anche per quanto concerne la fine di Giovanno lo (G. Franceschini, Dopola morte di Gian Galeazzo Visconti, in Arch . stor. lomb., LXXII-LXXIV [1945-47], p. 62). Il Guelfucci riferisce c he il 23 giugno Antonio Visconti aveva radunato a casa sua "bene trece nto huomini armati" con lo scopo di assassinare il Barbavara e far cad ere quindi il governo della duchessa. Caterina gli aveva allora inviat o Giovannolo, suo consigliere, con l'incarico di condurlo alla sua pre senza. Ma "giunto a chasa del detto Antonio si feciono innanzi certi d i quelli armati e tagliarlo a pezzi con certi de suoi compagni".