Giacomo MalvezziEtà: 74 anni13801454

Nome
Giacomo Malvezzi

Ramo di Brescia

Nome
Ramo di Brescia
Nascita circa 1380 80

Morte del padreBartolomeo Malvezzi
tra il 1388 e il 1455 (Età 8 anni)

Occupazione
Fisico medico, cronista

Titolo
Dottore, in Medicina
dal 1404 (Età 24 anni)

Morte 1454 (Età 74 anni)

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Nota

http://www.treccani.it/enciclopedia/giacomo-malvezzi_(Dizionario-Biogr afico)/ di Gabriele Archetti MALVEZZI, Giacomo. - Di origini brescia ne, come egli stesso afferma nel Chronicon Brixianum (col. 823), nacqu e intorno al 1380, giacché in un documento del 1433 (Provvisioni, 483 ) dice di esercitare la professione medica da trent'anni. Il padre Ba rtolomeo, anch'egli medico, figura nel Liber vitae del monastero di S . Giulia di Brescia tra i benefattori del cenobio e come teste in un'i nvestitura del 1382. Un fratello (o forse cugino) del M., Francesco, f u cancelliere del Comune di Brescia dal 1426 al 1456. Il contesto fami liare era dunque quello di professionisti impegnati in diversi campi ( notai, uomini di legge, giudici, medici): "è accertato [che la famigl ia Malvezzi è] da molto tempo venerabile e precipua presso i più ono rabili cittadini di questa città, e che da quando era in vita il mi o bisnonno fino a questi giorni non ebbe minor fortuna, anzi, continua mente feconda di uomini celeberrimi, ebbe preminenza tra le varie cosp icue famiglie bresciane anche per le sue ricchezze" (Chronicon Brixian um, col. 823); ciò permise loro di stringere rapporti parentali con a ltri gruppi dell'aristocrazia locale. Nel 1404 il M. si addottorò i n medicina, forse a Bologna, e quale artium et medicine doctor è rico rdato nei documenti. Non ha riscontri la notizia secondo la quale ne l 1412 si sarebbe rifugiato presso il lago di Garda per sfuggire all a peste dilagante in città. Il 18 nov. 1422 comparve come testimone i n un atto di riscossione vescovile, dal quale si apprende che possedev a dei beni nelle "chiusure" nordoccidentali della città e il 14 nov . 1423 fu respinta la sua domanda di entrare a far parte dei medici st ipendiati dal Comune. Nel secondo semestre del 1427 e ancora a gennai o del 1428 ricoprì la carica di consigliere del Comune di Brescia e i n questa veste risulta più volte fra i presenti alle sedute del Consi glio municipale. In particolare, in una di queste riunioni - tenutas i il 4 nov. 1427, dove è registrato al primo posto tra gli intervenut i -, di fronte al diffondersi di focolai di peste, si discusse la prop osta di costruire un grande ospedale cittadino sul modello di quello s enese. Il M. fece osservare che il progetto dell'unico hospitale magnu m richiedeva tempi lunghi, mentre era urgente intervenire per dare soc corso agli infermi, e la sua proposta raccolse la maggioranza dei cons ensi. Nel 1430 il M. vendette al capitano Francesco Bussone, detto i l Carmagnola, il suo palazzo in contrada S. Agata. Il 14 ott. 1431 i l suo nome figura tra i firmatari della petizione presentata al Comun e dal Collegio dei dottori in medicina per limitare la pratica medic a solo agli autorizzati dal Collegio stesso, ma la richiesta fu respin ta dal Consiglio. Il 13 dic. 1433 fu invece accolta la sua richiesta d i entrare a far parte dei medici salariati dal Comune - secondo una pr assi in uso fin dal tempo di Gian Galeazzo Visconti, che prevedeva l a provvigione di 144 fiorini d'oro a carico del Comune per due medic i a servizio pubblico - e gli fu attribuita la pensione annua di 72 fi orini, percepita dal M. fino alla morte. Questa richiesta alle autori tà municipali dà conto della sua attività professionale, "esercitat a con liberalità a favore di poveri e ricchi, e del bene dei suoi con cittadini e del popolo bresciano", e del fatto che aveva una famigli a e numerosi figli da mantenere: "In passato si usava assegnare almen o ad un medico un congruo stipendio. Io esercito la mia arte lodevolme nte da trent'anni, con carità fraterna, ed ho a carico figli ancora p iccoli e ragazze numerose" (Provvisioni, 483, c. 84r). Da una supplic a del 3 giugno 1437, presentata per ottenere una derivazione idric a a uso domestico, si apprende che la sua abitazione era allora in con trada delle Pescherie. Nel luglio 1440 fu inviato ad assistere Lionel lo Sforza, fratello del duca Francesco, che era stato ferito in un com battimento nei pressi di Caravaggio. Un atto contabile del 10 febbr. 1 445 documenta il pagamento arretrato del salario per il mese di gennai o. Il 24 febbr. 1448 il M. affidò il suo testamento a un notaio; del l'atto si ha solo notizia indiretta poiché vi si fa riferimento in u n documento patrimoniale relativo a due dei suoi figli, Baldassarr e e Bernardino, mentre in un analogo documento si ricorda il nome di a ltri tre figli: Giovanni Battista, Domenico e Michelangelo. Incerta re sta pure la data di morte, variamente indicata dalla storiografia loca le, che tuttavia va posta nel 1454 e prima del 16 ottobre, all'età d i circa 74 anni; Lonati (1936, p. 56) ipotizza che sia avvenuta il 9 a prile, poiché una delibera comunale di quel giorno lo ricordava in to no laudativo come defunto. Il nome del M. è noto soprattutto per i l Chronicon Brixianum, la prima cronaca che dà "un ordine cronologic o e narrativo alle tradizioni leggendarie e alle memorie storiche di B rescia" (Guerrini, p. 20). La cronaca fu pubblicata sulla base di un m anoscritto del 1461 posseduto dal nobile bergamasco Giovanni Giacomo T assi: J. Malvezzi, Chronicon Brixianum ab origine urbis ad annum usqu e 1332, in L.A. Muratori, Rer. Ital. Script., XIV, Mediolani 1729, col l. 774-1004. Il manoscritto, ritenuto dall'editore il più vicino all' archetipo, conferma la bontà della filologia muratoriana che, a dista nza di quasi tre secoli, non è ancora stata superata da una nuova edi zione. L'opera è attestata da un discreto numero di manoscritti, da v olgarizzamenti e continuazioni per il XV secolo, nonché da testimon i che recano titoli diversi (Storie bresciane, De rebus Brixianorum ch ronicon, Chronica Brixiae), o sono privi di riferimenti diretti al Mal vezzi. La trattazione del Chronicon è aperta da un Proemio e, a part ire dai consueti riferimenti biblici e classici, quale presupposto all a fondazione della città lombarda, giunge attraverso una serie di nov e distinctiones, strutturate in capitoli, fino all'anno 1332; i fatt i e i decenni successivi, anche se più vicini all'autore, non sono tr attati. La compilazione dovette avvenire verosimilmente in momenti div ersi, come sembra da talune incongruenze interne e dai problemi che so lleva la dedicazione iniziale, forse già al tempo della dominazione m alatestiana, ma di sicuro la cronaca fu rivista e completata intorno a l 1432 quando Brescia era ormai passata sotto il controllo di Venezi a e il suo autore era nel pieno dell'attività e della carriera profes sionale. Tra le numerose fonti e i riferimenti che guidano il Chronic on si segnalano almeno i testi biblici, le opere di Paolo Diacono e i l Liber potheris (o Registrum Communis) del Comune di Brescia; di impi anto ancora medievale, la cronaca è una fonte preziosa soprattutto pe r la descrizione degli avvenimenti più strettamente connessi con lo s viluppo e la dialettica delle istituzioni comunali tra l'XI secolo e i l 1332. Ciò permise all'autore di coniugare l'interesse celebrativo d elle antiche famiglie aristocratiche, per le quali scriveva, con i mom enti gloriosi della storia cittadina. Erano infatti questi eventi ch e davano lustro ai protagonisti, che, partecipando in prima persona al la crescita della loro città, traevano dal suo sviluppo le ragioni id eali e storiche per nobilitare le proprie famiglie. Fonti e Bibl.: Br escia, Arch. storico civico, Provvisioni, 305, c. 23; 483, cc. 12r, 83 v-84r; 484, cc. 26, 48r, 49r, 74r, 79r; 485, c. 44; 486, cc. 105v, 116 v-117r; 492, cc. 41v, 47v; 496, c. 130v; Ibid., Arch. storico diocesan o, Mensa, reg. 15: Episcopatus Brixiae, c. 35r; Ibid., Biblioteca civi ca Queriniana, Mss., C.i.15: Registro di molte cose seguite da d. Pand olfo Nassino [sec. XVI], c. 346 [658]; C.i.9: B. Faino, Delle famigli e nobili di Brescia [sec. XVII], cc. n.n.; Miscellanea, 28: Della nobi le famiglia Malvezzi e delli sancti che di essa riposano in S. Afra, c c. n.n.; Schede Valentini: A. Valentini, Scrittori bresciani, 31, pp . 124-162; G. Simonetta, Rerum gestarum Francisci Sfortiae Mediolanens ium ducis commentarii, a cura di G. Soranzo, in Rer. Ital. Script., 2 a ed., XXI, 2, pp. 96, 98; R. Zilioli Faden, Le pergamene del monaster o di S. Giulia di Brescia( 1043-1590. Regesti, Brescia 1984, pp. 210 , 280, 282, 288, docc. 686, 871, 874, 887; Der Memorial- und Liturgiec odex von S. Salvatore / S. Giulia in Brescia, in Mon. Germ. Hist., Lib ri memoriales et necrologia, n.s., IV, a cura di D. Geuenich - U. Ludw ig, Hannover 2000, p. 154; E. Capriolo, Chronica de rebus Brixianorum , Brixiae 1505, p. 124; O. Rossi, Elogi historici di bresciani illustr i, Brescia 1620, pp. 172-175; G.C. De Beatiano, La fortezza illustrata . Discorso araldico, Brescia 1684, p. 123; L. Cozzando, Libraria bresc iana, Brescia 1694, pp. 145 s.; V. Peroni, Biblioteca bresciana, II, B rescia 1823, p. 208; H. 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Mariella, Le origini degli ospedali di Brescia, Bresci a 1963, p. 197; Storia di Brescia, I, Brescia 1963, pp. 247, 875, 988- 995; II, ibid. 1964, pp. 492, 794; III, ibid. 1964, pp. 1029, 1034, 10 43; F. Lechi, Le dimore bresciane, III, Brescia 1974, p. 285; IV, ibid . 1974, pp. 278, 446; B. Passamani, Le arti figurative, in Brescia nel l'età delle signorie, Brescia 1980, p. 206; Enc. bresciana, VIII, Bre scia 1991, pp. 127 s.; M.G. Di Campli, Muratori ed il Chronicon Brixia num di G. M., in Per formare un'istoria intiera. Testimoni oculari( At ti della I Giornata di studi muratoriani, Vignola( 1991, Firenze 1992 , pp. 213-217; F. Robecchi, Spedali civili di Brescia. Mezzo millenni o di carità e di assistenza sanitaria, I, Brescia 2000, p. 48; P.O. K risteller, Iter Italicum, A cumulative index, s.v.; Rep. font. hist. M edii Aevi, VII, pp. 419 s. G. Archetti