Alessandro AnguissolaEtà: 57 anni15601617

Nome
Alessandro Anguissola

Ramo di S. Giorgio

Nome
Ramo di S. Giorgio
Nascita circa 1560 80
Morte del padreFabrizio Anguissola
tra il 1560 e il 1635

Morte tra il 1617 e il 1621 (Età 57 anni)

Nota

Residente a Milano del duca di Parma e governatore di Brescia. http:/ /www.treccani.it/enciclopedia/alessandro-anguissola_(Dizionario-Biogra fico)/ di Nicola Raponi ANGUISSOLA, Alessandro. - Nato a Piacenza int orno al 1560, compì come il padre, Fabrizio, studi giuridici e dal 15 87 risulta iscritto all'albo dei dottori e giudici di Piacenza. Avvoca to fiscale, difese i diritti farnesiani alla successione dei feudi Pal lavicini dopo la morte di Sforza Pallavicino di Fiorenzuola (1585). Ne l 1591 era nominato commissario dei confini. Dal 1596 al 1600 fu ambas ciatore del duca Ranuccio Farnese a Milano. Nel 1061 lo troviamo impro vvisamente a Torino come "consiliarius" di Carlo Emanuele I. Come si a passato alla corte sabauda e quale sia stata la sua attività nei pr imi anni di permanenza a Torino non è noto. Forse ebbe qualche incari co di carattere militare, non però così pesante da impedirgli di ded icarsi alla riflessione e agli studi: nel 1611 e nel 1612 offriva infa tti al duca due capitoli di un'opera politica cui da tempo attendeva . Nel 1614 Carlo Emanuele lo nominò governatore di Mondovì. L'ann o successivo, nella guerra del Monferrato, compare come comandante d i un reggimento sabaudo, ma in seguito a una vertenza cavalleresca co l conte Aldobrandini, governatore generale delle milizie ducali, e for se anche per un cambiamento della politica sabauda - ora avversa all a Spagna, cui l'A. inclinava - fu esonerato dal governo di Mondovì: p referì allora allontanarsi da Torino e passò al servizio di Venezia , portando anche una compagnia di suoi uomini. Nell'esercito veneto , col grado di colonnello, combatté nel 1616 ai confini orientali del lo stato, distinguendosi nell'assedio del forte di Fara presso Gradisc a. Una notizia del 1617 lo dà malato, poi non se ne sa più nulla: m a nel 1621 sicuramente era già morto. Dell'opera dell'A., Del buon g overno del Principe, per molto tempo furono noti solo i due capitoli , Della dissimulazione e Il principe amato e temuto, presentati dall'A . al duca di Savoia. Il resto dell'opera, incompiuta e ancora inedit a nella Biblioteca nazionale di Torino, è stato fatto conoscere sol o recentemente, senza peraltro che ne siano derivati contributi sostan ziali alla letteratura sulla ragion di stato. Dei venti capitoli che d ovevano comporla, non se ne hanno che cinque; nella partizione della m ateria e nella soluzione dei problemi l'A. si ispira generalmente all a scuola del Botero. Tra le forme di governo, personalmente inclina a lla repubblica aristocratica (coerentemente alla sua ammirazione per V enezia e nella tradizione nobiliare piacentina espressa nella congiur a del 1547), ma, in ossequio all'ospite, si risolve per una monarchi a non tirannica. Definisce la ragion di stato "arte di governare", m a in contrasto con i trattatisti della Controriforma afferma che lo st ato ha un valore eccezionale, superindividuale, e può prescindere tal ora, nella realizzazione di certi suoi compiti, dalle finalità religi ose: anche per lui, però, la religione resta il limite alla ragion d i stato. La politica deve diffidare della teoria; essa si serve piutt osto di espedienti tecnici: la dissimulazione è uno di questi. Nessu n significato deteriore però essa ha per l'A.: la dissimulazione è r esa necessaria dalla malizia degli uomini e dalla incostanza delle cos e umane e consiste nella segretezza, nell'accortezza, nel dominio dell e passioni. Il fondamento dello stato si riassume, in sostanza, second o l'A., nel concetto di "fidelitas": e rapporto di fiducia che si stab ilisce tra il principe e i suoi sudditi. Bibl.: G. M. Mazzuchelli, '' Gli Scrittori d'Italia'', II, 2, Brescia 1753, pp. 791 s.; L. Mensi, ' 'Diz. biogr. Piacentino'', Piacenza 1899, p. 21; P. M. Arcari, ''La ra gion di Stato in un manoscritto inedito di A. A.'', Roma 1935, cui s i rimanda anche per la bibl. precedente; E. Nasalli Rocca, ''A. A. ign oto scrittore politico del Seicento'', in ''Strenna piacentina'', Piac enza 1940, pp. 66 s.