Elia CaprioliEtà: 94 anni1425–1519
- Nome
- Elia Caprioli
| Nascita | tra il 1425 e il 1450 75 |
| Nascita di un fratello | Giovanni «Carlo» Caprioli tra il 1405 e il 1465 |
| Nascita di un figlio n° 1 | Bartolomeo Caprioli tra il 1445 e il 1490 (Età 20 anni) |
| Morte del padre | Guglielmo Caprioli tra il 1438 e il 1495 (Età 13 anni) |
| Morte di un fratello | Giovanni «Carlo» Caprioli tra il 1498 e il 1560 (Età 73 anni) |
| Morte di un figlio | Bartolomeo Caprioli tra il 1510 e il 1585 (Età 85 anni) |
| Occupazione | Noto storico sì |
| Morte | tra il 1519 e il 1545 (Età 94 anni) |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Guglielmo Caprioli Nascita: tra il 1350 e il 1400 30 Morte: tra il 1438 e il 1495 |
| madre |
Caterina Pedaria Morte: |
| himself |
Elia Caprioli Nascita: tra il 1425 e il 1450 75 Morte: tra il 1519 e il 1545 |
| fratello |
Angelo Caprioli Morte: |
| sorella |
Serena Caprioli Morte: |
| fratello |
Giovanni «Carlo» Caprioli Nascita: tra il 1405 e il 1465 55 Morte: tra il 1498 e il 1560 |
| Elia Caprioli + … … |
| himself |
Elia Caprioli Nascita: tra il 1425 e il 1450 75 Morte: tra il 1519 e il 1545 |
| figlio |
Bartolomeo Caprioli Nascita: tra il 1445 e il 1490 20 Morte: tra il 1510 e il 1585 |
| Nota | '''Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 19 (1976):''' di Mir ella Giansante CAPRIOLO (Caprioli, Cavriolo), Elia. - Nacque a Bresci a nella prima metà del sec. XV da Guelmino e da Caterina Pedaria, i n una nobile ed agiata famiglia di radicati principi religiosi (la mad re Caterina si dedicò lungamente a penitenze e ad opere di bene; un a cugina, Timotea Caprioli, fu fondatrice del monastero agostiniano fe mminile di S. Croce nel 1440). Fin da giovane si applicò allo studi o delle lettere; in seguito arricchì la sua cultura acquistando un'ot tima conoscenza della filosofia e delle materie giuridiche. Nell'ultim o decennio del secolo fu tra i maggiori esponenti locali, stimato da m olti fra gli umanisti bresciani che si raccoglievano intorno all'Accad emia dei Vertumni, da Battista Mantovano al Manuzio. Testimonianza d i questa considerazione sono le dediche al C. del De fine oratoris (Br ixiae 1492) del noto grammatico Cristoforo Barzizza e delle Adnotation es in Alexandrum grammaticum de Villa Dei pro eruditione puerorum (Bri xiae 1492) di Pilade Boccardi. Nel 1497, mentre il territorio di Bres cia era sottoposto a un continuo passaggio di truppe (la città appogg iava allora Lodovico il Moro contro i Francesi), al C. venne affidat a la direzione dei lavori delle opere di difesa poste lungo la scarpat a del castello presso porta Pile. Egli esercitò inoltre, in quegli an ni, le cariche pubbliche di pretore a Lonato, vicario a Quinzano e pod està ad Asola, integerrimo al punto di multarsi il 26 marzo 1507, d i una consistente somma di denaro in favore dell'erario comunale perch é stimava di non aver operato nell'esercizio delle cariche amministra tive a lui affidate "prout quilibet fidelis patriae suae civis et dili gens facere tenetur" (Storia di Brescia, II, p. 228 n. 4). Negli ann i della occupazione francese di Brescia, il C. ormai in età avanzat a - egli stesso nel 1508 scriveva nell'appendice alla Chronica di vole r porre fine alla sua opera "non essendomi dall'età, né dalle malatt ie, né da continui travagi concesso lo stare in piedi, non che lo scr ivere" (Dell'istorie..., Venezia 1744, p. 235) - dovette subire le ang herie delle truppe straniere. In verità la sua famiglia fu fedelissim a alla Repubblica di Venezia, e nel 1510 un figlio del C., Bartolome o (valente autore di epigrammi latini ed in particolare dei distici Ve netorum contra Gallos pugna compendiosa et felicissima victoria, pubbl icati di recente da P. Guerrini nelle Mem. stor. della diocesi di Bres cia, III [1960], pp. 94 s.), fuggì dal territorio bresciano per unirs i all'esercito veneto in lotta contro i Francesi; cosicché in occasio ne del sacco di Brescia seguito a un fallito tentativo insurrezional e (1512), al C. fu imposta una "taglia" di 250 scudi da parte di due s oldati della compagnia del capitano Lionardo Napolitano, e soltanto pe r intercessione del prevosto di giustizia francese questa fu ridott a a 25 scudi d'oro (testo notarile di Merico de' Conti [5 apr. 1512] i n Mazzuchelli). Incerta è la data della morte del C., posta dal Voss ius e dallo Zeiller al 1519; ma secondo il Gagliardi (II, p. 209) egl i era ancora vivo il 4 settembre del 1523 (presunta data della Epistol a ad Franciscum Arigoneum equitem doctissimum inserita dal conte A. G . Della Torre Rezzonico nelle sue Disquisitiones plinianae, Parmae 176 3, pp. 14 ss.). La fama del C. è legata quasi esclusivamente alla su a Chronica de rebus Brixianorum ad Senatum Populumque Brixianum..., Br ixiae s.d. (ma 1505), composta per esortazione di Agostino Emilio. L' opera narra in dodici libri la storia di Brescia dalle origini al 1500 : nei primi cinque libri si tratta della fondazione della città, dell a successiva dominazione romana e delle persecuzioni dei primi martir i cristiani, fino alle invasioni dei Goti, di Attila e Alboino, e all e lotte di Carlo Martello contro i Saraceni; dal sesto libro cominci a il racconto delle lotte fra guelfi e ghibellini, della signoria di M astino Della Scala e dell'azione del Carmagnola che persuase i Brescia ni a darsi a Venezia. La Chronica fu volgarizzata da P. Spini (Delle h istorie bresciane..., Brescia 1585; altra ediz. in lingua italiana: Br escia 1630). All'inizio del sec. XVIII lo Zeno inviò due libri inedit i del C. (il XIII ed il XIV che conducevano la narrazione fino al 1510 ) al Burman, il quale li pubblicò con il resto della Chronica nel The saurus antiquitatum Italiae..., IX, 7, Lugduni Batavorum 1704 (di ques ta edizione ampliata una traduzione italiana [Dell'istorie della citt |