Ottavio AgliardiEtà: 61 anni1566–1627
- Nome
- Ottavio Agliardi
| Nascita | 1566 53 51 |
| Morte di una nonna paterna | Apollonia Cassotti de Mazzoleni tra il 3 dicembre 1539 e il 1580 |
| Morte del padre | Bonifacio Agliardi 22 gennaio 1580 (Età 14 anni) |
| Morte della madre | Angelica de Nicolini tra il 1566 e il 1580 |
| Morte di un fratello | Giovanni Agliardi circa 1604 (Età 38 anni) |
| Morte di un fratello | Alessandro Agliardi 1605 (Età 39 anni) |
| Morte di una sorella | Emilia Agliardi dopo il 1611 (Età 45 anni) |
| Morte | tra il 1627 e il 1660 (Età 61 anni) |
| Titolo | Cavaliere Jerosolemitano sì |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Bonifacio Agliardi Nascita: circa 1513 42 26 Morte: 22 gennaio 1580 |
| madre |
Angelica de Nicolini Nascita: circa 1515 Morte: tra il 1566 e il 1580 |
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Matrimonio: circa 1540 — |
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| fratello |
Marcantonio Agliardi Morte: |
| fratello maggiore |
Alessandro Agliardi Nascita: circa 1555 42 40 Morte: 1605 |
| fratello |
Giovanni Agliardi Morte: circa 1604 |
| sorella maggiore |
Emilia Agliardi Nascita: circa 1560 47 45 Morte: dopo il 1611 |
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7 anni himself |
Ottavio Agliardi Nascita: 1566 53 51 Morte: tra il 1627 e il 1660 |
| sorella |
Giulia Agliardi Morte: |
| sorella |
Cornelia Agliardi Morte: |
| sorella |
Alessandra Agliardi Morte: |
| Nota | Si confonde con il nipote Ottavio, al quale potrebbero essere attribui te – tutte o in parte - le notizie che seguono. Lotta con la fazion e rivale nel 1612. Prepotenze contro il Parroco di S. Alessandro 162 0 confisca dei beni (G/11/1-9 Nel Consiglio della città 1624-26 Scriv e il Belotti (Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e dei Bergamaschi , V [3ª ediz.], p. 69): “Nel 1612 i conti Bonifacio e Ottavio Aglia rdi, da una parte, e i fratelli G. Battista e Gerolamo Barile, dall’ altra, si erano fatti nemici per occasione di saluto levatosi preceden temente. L’inimicizia si era poi estesa alle famiglie aderenti, sicc hé i rettori della città ritennero opportuno intervenire, procurand o in tutti i modi di ridurli alla pace. Visto però che ogni amichevol e ufficio riusciva inutile, il capitano mandò a chiamare gli Agliardi , pregandoli di recarsi da lui insieme con due o tre soli amici e co n la persona incaricata di invitarli. Il 28 marzo gli Agliardi, partit i da Borgo S. Leonardo, dove abitavano si fecero infatti accompagnar e dai conti Leonino e Francesco Suardi, da Francesco Albani e molti al tri; indi, licenziato il messo del capitano, si recarono per consigli o dal dott. Agosti, abitante poco distante dai Barile; per la qual cos a avvenne che le due parti si videro, e, sospettando l’una dell’al tra, si scambiarono furiose archibugiate, da una delle quali restò uc ciso Francesco Suardi. Ne seguì poi regolare processo, finito nel nov embre 1612; le gravi pene inflitte furono però diminuite, a condizion e che fosse fatta la pace, poi conclusa per l’intervento del vescov o il 3 dello stesso mese di novembre” (Archivio Storico Veneziano, S enato, Lettere dei rettori di Bergamo, busta 8, 28 marzo e 3 novembr e 1612). Continua il Belotti (Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e de i Bergamaschi, V [3ª ediz.], p. 75): “Nel 1625 poi la città era ag itata dalle risse tra il conte Galeazzo Secco Suardo e Giovanni Battis ta Rota che, per cagione lieve, eran venuti alle armi con l’interven to dei loro aderenti sulla pubblica piazza; e nell’anno successivo , mentre Borgo S. Leonardo era oppresso da Ottavio Agliardi, il qual e per tal qual, si può dire, hereditaria autorità, già da molti ann i abitando in quel borgo, pretendeva l’assoluto dominio di esso… c he è quanto dire sopra la metà di questa città” (Archivio Storic o Veneziano, Senato, Lettere dei rettori di Bergamo, busta 4, 30 sette mbre 1626. I rettori dicevano che quell’individuo aveva maggiore aut orità del conte Estore Martinengo, e non avevano osato iniziare proce dimento contro di lui). In una lettera del 21 agosto 1630, un certo G iovanni Pasta riferiva al conte Alessandro Martinengo Colleoni che "i l signor Ottavio Agliardi si ritrova in Verdello per andarsene al camp o col signor Gerolamo Marolo" (G. M . Bonomi, "Il castello di Cavernag o e i conti Martinengo Colleoni", Bergamo, 1884, p. 363) |