Paolo Simone Cassotti de MazzoleniEtà: 88 anni1440–1528
- Nome
- Paolo Simone Cassotti de Mazzoleni
| Nascita | tra il 1440 e il 1480 50 |
| Morte di un nonno materno | Simone Cassotti de Mazzoleni tra il 1390 e il 1515 |
| Matrimonio | Agnese Avinatri — View this family giugno 1520 (Età 80 anni) |
| Nascita di una figlia n° 1 | Felicita Cassotti de Mazzoleni 1522 (Età 82 anni) |
| Nascita di un figlio n° 2 | Giovanni Francesco Cassotti de Mazzoleni 1527 (Età 87 anni) |
| Morte del padre | Antonello Cassotti de Mazzoleni tra il 1479 e il 1535 (Età 39 anni) |
| Morte di una figlia | Felicita Cassotti de Mazzoleni tra il 1522 e il 1615 (Età 82 anni) |
| Morte di un fratello | Zoannino Cassotti de Mazzoleni 16 febbraio 1525 (Età 85 anni) |
| Morte | 1528 (Età 88 anni) |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Antonello Cassotti de Mazzoleni Nascita: tra il 1390 e il 1440 80 Morte: tra il 1479 e il 1535 |
| fratello |
Zoannino Cassotti de Mazzoleni Nascita: tra il 1430 e il 1465 40 Morte: 16 febbraio 1525 |
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51 anni himself |
Paolo Simone Cassotti de Mazzoleni Nascita: tra il 1440 e il 1480 50 Morte: 1528 |
| Famiglia con Defenda Mazzoleni |
| himself |
Paolo Simone Cassotti de Mazzoleni Nascita: tra il 1440 e il 1480 50 Morte: 1528 |
| moglie |
Defenda Mazzoleni Morte: |
| figlia |
?? Cassotti de Mazzoleni Morte: |
| figlia |
?? Cassotti de Mazzoleni Morte: |
| figlia |
?? Cassotti de Mazzoleni Morte: |
| figlia |
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| figlia |
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| figlia |
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| figlia |
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| Famiglia con Agnese Avinatri |
| himself |
Paolo Simone Cassotti de Mazzoleni Nascita: tra il 1440 e il 1480 50 Morte: 1528 |
| moglie |
Agnese Avinatri Nascita: tra il 1485 e il 1505 75 Morte: aprile 1578 |
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Matrimonio: giugno 1520 — |
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3 anni figlia |
Felicita Cassotti de Mazzoleni Nascita: 1522 82 37 Morte: tra il 1522 e il 1615 |
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6 anni figlio |
Giovanni Francesco Cassotti de Mazzoleni Nascita: 1527 87 42 Morte: circa 1547 |
| Nota | Fece costruire la casa ora Via Pignolo 70. Ebbe un solo figlio maschi o e numerose figlie femmine. Nel 1517 Paolo, ormai «famosissimus merc ator» entrava nel Consiglio cittadino, che riprendeva allora le sue p iene funzioni dopo le occupazioni straniere cui abbiamo fatto cenno. L ’ingresso nel Consiglio di esponenti della nuova classe mercantile n on era stato gradito dalla vecchia nobiltà, in particolare dai Suard i che invece ne erano stati temporaneamente esclusi per le loro attivi tà contro la Repubblica. '''Gianmario Petrò, ''Sulle tracce di Lore nzo Lotto a Bergamo: amici e committenti'', in “Lorenzo Lotto nell a Bergamo del ‘500. Riferimenti e immagini della pittura lottesca” , “La Rivista di Bergamo”, Nuova Serie n. 12-13, numero doppio, Ge nnaio-Giugno 1998, pp. 115-119''': Quando Paolo e il fratello Zovanin o arrivarono in città andarono ad abitare nella vicinia di S. Giovann i dell’ospedale dove avevano acquistato una delle case di Marco Brag ini Roncalli. Paolo iniziava subito la ricostruzione della casa e il 2 6 giugno del 1500 otteneva dal Comune il permesso di eliminare alcun e irregolarità dei muri verso strada, a vantaggio suo ma anche a «ma ggior ornamento e decoro della stessa città». Da quella data i docum enti ci mostrano una casa in lento rinnovo a partire dagli ambienti ve rso strada. Paolo in seguito aveva acquistato altri modesti edifici co nfinanti per poter disporre di spazi adeguati. Almeno fino al 1507 ne l cantiere operò l’impresa dei Moroni discendenti di Bertolasio , e precisamente Michele, Giacomo e Leonardo, che abitavano a pochi is olati di distanza. Proprio nel 1507 Paolo e Zovanino intensificarono g li acquisti di case e orti con l’evidente intenzione di costruire du e case una accanto all’altra. [...] Paolo aveva acquistato un poder e detto la Zogna appena fuori delle mura cittadine, cento pertiche d i terra fertile e ben irrigate che nel 1512 furono cintate con un alt o muro di pietra. Alla Zogna Paolo fece costruire una bella villa ch e ha tutte le caratteristiche delle architetture di Pietro Isabello. L ’interno di una sala era decorato da affreschi del Previtali raffigu ranti tredici arti o mestieri, oggi staccati e conservati nella vill a Suardi di Trescore. Una lunetta porta la data 1512. In una scena, do ve sono raffigurati tre mercanti in abiti orientali, si nota una ball a di merce con il marchio P A, Paolo di Antonello, e non Previtali And rea come erroneamente è stato scritto. Circa undici anni dopo il Prev itali realizzava la tavola con la Vergine, il Bambino, i santi Paol o e Agnese e i ritratti del vecchio Paolo Cassotti e della giovane mog lie Agnese Avinatri, uno dei capolavori della nostra Carrara. Il quadr o apparteneva ai Cassotti ancora nel ‘700 e precisamente ai discende nti di Marsilio, che abitavano in una casa sul colle di S. Giovanni . […] le case di Paolo e Zovanino nei documenti del tempo erano def inite grandi ed erano valutate, compresi gli orti retrostanti, duemil a ducati ciascuna. La fabbrica iniziò verso strada e i due edifici pr esentano una facciata continua e omogenea, con i portoni gemelli che h anno una spalla in comune e un negozio da entrambe le parti (uno succe ssivamente chiuso e ben mascherato). È evidente che nella prima fas e della costruzione si procedette parallelamente seguendo un medesim o progetto. Non vi sono oggi elementi nella facciata che qualifichin o l’edificio che è esteriormente molto semplice. Dobbiamo ritener e che un tempo gli spazi compresi tra le ariose finestre fossero arric chiti da affreschi o graffiti. Superati gli androni grandi ma anonimi , ci si trova in due cortili speculari, separati da un alto muro divis orio e porticati sugli altri tre lati. Le due case avevano in comune i l pozzo che si incontra appena all’interno dei cortili. Ma da un cer to momento in poi le due fabbriche si differenziarono nettamente nell e forme architettoniche. La casa di Paolo, più alterata per successiv i rimaneggiamenti, aveva il portico originario, solo parzialmente cons ervato, ad archi su colonne senza piedistalli ma con ricchi capitell i e alti pulvini. Gli archi della loggia sono scanditi da pilastri co n lesene addossate dai raffinati capitelli; accostate ai pilastri, du e semicolonne fanno da sostegno agli archi stessi. Il corpo di fabbric a verso il giardino, il più integro, conserva al primo piano un grand e salone e alcuni ambienti che hanno le stesse misure previste per que lli della casa di Alessandro Martinengo Colleoni. Forse i Moroni costr uttori riutilizzarono qui il modello della casa del capitano. È notev ole il fregio ad affresco del salone, purtroppo non ancora studiato, c on giochi di putti alati ed esseri marini con busto umano e corpo co n zampe di animale e coda di pesce. Il disegno del fregio, non l’ese cuzione discontinua, è del tutto estraneo alla cultura locale e in pa ssato, come annota il Tassi, era stato attribuito al Lotto: «tutto i l fregio della sala superiore de’ Conti Albani di Urgnano», attribu zione che in ogni caso meriterebbe una attenta verifica. |