Pietro BerettaEtà: 87 anni1870–1957
- Nome
- Pietro Beretta
| Nascita | 22 aprile 1870 30 |
| Nascita di una sorella | Rosa Beretta tra il 1865 e il 1890 |
| Nascita di una figlia n° 1 | Anna Beretta tra il 1890 e il 1910 (Età 19 anni) |
| Morte del padre | Pier Giuseppe Beretta 1903 (Età 32 anni) |
| Nascita di un figlio n° 2 | Pier Giuseppe Beretta 16 giugno 1906 (Età 36 anni) |
| Nascita di un figlio n° 3 | Carlo Beretta 1908 (Età 37 anni) |
| Morte di una sorella | Rosa Beretta tra il 1919 e il 1985 (Età 48 anni) |
| Morte di una figlia | Anna Beretta tra il 1928 e il 2005 (Età 57 anni) |
| Occupazione | Industriale sì |
| Morte | 1 maggio 1957 (Età 87 anni) |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Pier Giuseppe Beretta Nascita: 1840 49 Morte: 1903 |
| madre |
Caterina Moretti Morte: |
| sorella |
Rosa Beretta Nascita: tra il 1865 e il 1890 25 Morte: tra il 1919 e il 1985 |
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5 anni himself |
Pietro Beretta Nascita: 22 aprile 1870 30 — Gardone ValTrompia (Bs) Morte: 1 maggio 1957 — Gardone ValTrompia (Bs) |
| Pietro Beretta + … … |
| himself |
Pietro Beretta Nascita: 22 aprile 1870 30 — Gardone ValTrompia (Bs) Morte: 1 maggio 1957 — Gardone ValTrompia (Bs) |
| figlia |
Anna Beretta Nascita: tra il 1890 e il 1910 19 Morte: tra il 1928 e il 2005 |
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16 anni figlio |
Pier Giuseppe Beretta Nascita: 16 giugno 1906 36 Morte: 10 giugno 1993 |
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3 anni figlio |
Carlo Beretta Nascita: 1908 37 Morte: 5 marzo 1984 |
| Nota | Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 9 (1967) BERETTA, Piet ro. - Nato a Gardone Val Trompia (Brescia) il 22 apr. 1870 da Pier Giu seppe e da Caterina Moretti, alla sua attività è legato lo svilupp o moderno della antica fabbrica d'armi della famiglia. Sin dal sec. X V compaiono diversi Bereta, Beretta, Berretta armaioli, bresciani o mi lanesi; nulla però risulta su una loro eventuale origine comune. I Be retta gardonesi provengono, molto probabilmente, da Inzino, frazione d i Gardone. Lì era la vecchia fucina, datata 1500 sull'architrave, ch e andò distrutta dall'inondazione del 185o. A partire dal 1570 i Bere tta compaiono in elenchi bresciani come "patroni" degli "edifici da fo go" (proprietari cioè delle fucine da cui uscivano le canne grezze tr ivellate) e come "capi maestri" (cui competevano, cioè, i diversi pro cessi di lavorazione dell'arma), prevalentemente come "maestri da ruot e" e "maestri azzalinieri ", che fabbricavano i congegni d'accensione . La fabbrica risale al 168o, a un Pietro di Lodovico, che era nato n el 1648 ed ebbe otto figli. Venivano costruite canne per archibugi o e pistola, dapprana "a torcione ", poi "a nastro" e più tardi "a da masco "; venivano anche prodotti alcuni pezzi di particolare pregi o e lusso. Nella direzione si successero: Pier Giuseppe, nato il 18 ge nn. 1680; Pier Antonio Lodovico, nato il 26 marzo 1729; Pier Antonio , nato il 18 giugno 1791 e morto il 29 sett. 1853; Pier Giuseppe, nat o il 27 giugno 1840 e morto il 24 giugno 1903. La fabbrica fornì arm i da fuoco alla Repubblica veneta, e, dopo la caduta di questa, all'es ercito napoleonico, mentre il dominio austriaco segnò invece un perio do di stasi. Nel corso del secolo ricevette numerosi e ufficiali ricon oscimenti: venne premiata tra l'altro all'esposizione universale di Pa rigi dell'anno 1855 e alla mostra che ebbe luogo a Brescia nel 1857 . Il B. aveva assunto la direzione dell'azienda alla morte del padre , nel 1903. Reduce da un viaggio all'estero compiuto per studiare i pi ù moderni metodi di fabbricazione, procedette alla ristrutturazione i ndustriale della fabbrica, e avviò quel processo di continua revision e e aggiornamento della produzione che doveva divenire tipico della di tta. Iniziò, dapprima la costruzione su larga scala di armi da caccia , che raggiunsero una discreta espansione anche sulle stesse concorren ti piazze estere. Un notevole incremento il B. ricevette, con la prim a guerra mondiale, dalle commesse militari. La consistenza della man o d'opera, che può dare un'indicazione indiretta del volume della pro duzione, e che nel 1903 era di 118 operai impegnati nella fabbricazion e di armi da caccia, passava tra il 1914 ed il 1918 da 120 a 300 opera i, impegnati nella produzione militare dei fucili mod. 91 e delle pist ole mod. 915. Nel 1915 infatti era stata costruita la nuova pistola a utomatica mod. 915, adottata l'anno stesso dall'esercito italiano pe r l'armamento degli ufficiali. Più leggera, precisa, robusta e sempli ce di altri tipi, aveva cane interno e cal. 9. Quest'arma subì poi un a serie di modifiche (negli 1818., 1921, 1934, 1935) sia nella struttu ra (cane esterno anche in funzione di sicura; canna fissa)sia nel cali bro (7,65) a seconda delle esigenze militari e di mercato. Nel 1918 v eniva prodotto il primo fucile mitragliatore italiano, denominato "a s iringa ", subito adottato dalle truppe d'assalto italiane. L'arma fu i l capostipite, attraverso notevoli modifiche, del mitra mod. 938 e de i suoi derivati. Nello stesso anno veniva immessa sul mercato la pisto la da difesa mod. 418, tascabile, in cal. 6,35, a doppia sicura, a can e interno, che solo nel 195o sarà sostituita dal mod. 95o a cane este rno e calibri 6,35 e .22 short. Nel dopoguerra il B., che fu nominat o cavaliere del lavoro il 9 apr. 1922, preferì non smobilitare l'azie nda e concentrare invece la produzione su moderni tipi di fucile da ca ccia. Nel 1922 la ditta produsse il mod. 412, monocolpo Hammerless (b atterie interne) pieghevole, calibri dal 12 al 36, seguito poi dai der ivati 413, 413 bis e 414. L'anno dopo veniva prodotto il mod. 401 Vitt oria (cui seguirono i derivati 403 e 404), il primo fucile a due cann e della ditta, a cani esterni e sistema monobloc. Con questo sistem a - adottato da allora nei fucili da caccia Beretta - le canne si inne stano in un manicotto completo di ganci di chiusura e di prolungament o della bindella, ricavato in un unico blocco d'acciaio. Alla maggio r resistenza ed elasticità della camera di scoppio si accompagna un f issaggio delle canne così solido da permettere la saldatura dolce del le bindelle, in modo da non aversi alterazioni metalliche e meccanich e delle canne stesse. Sempre nell'anno 1923 veniva prodotto l'Hammerl ess monobloc a due canne mod. 409PB, seguito poi dai derivati 410, 41 0 E e 411. L'attività della ditta non risenti della crisi degli ann i '30; inoltre, l'accentuarsi della politica italiana di potenza armat a permetteva al B. di programmare ampliamenti ed espansione della prod uzione. Nel 1932 veniva lanciata sul mercato la prima carabina a ripet izione ordinaria in cal. .22 L R, cui seguirono le .22 L R a tiro semi automatico con caricatore da 5, 10, 20 colpi. Nel 1934 veniva prodott o il primo fucile a canne sovrapposte di produzione italiana, monobloc , batterie tipo Holland, mod. S01, seguito anch'esso poi da altri mode lli derivati. Nel 1938 iniziava la produzione del moschetto automatic o (" mitra" mod. 38), che fu adottato largamente dall'esercito italian o. La consistenza della mano d'opera, che nel 1934 era di 405 unità , impegnate nella fabbricazione di armi da caccia, pistole e mitra, am montava già nel 1935 a 88o operai; nel 1939 era salita a 14oo dipende nti, impegnati nella fabbricazione di pistole, mitra e parti di mitrag liatrici, per arrivare nel 1940 a 2400. Negli anni della seconda guerr a mondiale la produzione mensile si aggirò sulle 20.000 pistole e su i 20-25.000 mitra. Dopo l'armistizio dell'8 sett. 1943 il B. subì va rie pressioni dall'autorità militare tedesca perché trasferisse gl i impianti di lavorazione in Alto Adige. Riuscì a resistere, e riusc |