Giovanni «Agostino» d'AddaEtà: 40 anni1510–1550
- Nome
- Giovanni «Agostino» d'Adda
Ramo di Sale
- Nome
- Ramo di Sale
| Nascita | circa 1510 50 30 |
| Nascita di una sorella | Costanza d'Adda tra il 1495 e il 1525 |
| Nascita di un fratello | «Costanzo» II d'Adda 2 luglio 1526 (Età 16 anni) |
| Morte del padre | «Francesco» I d'Adda 1529 (Età 19 anni) |
| Matrimonio | Zenobia Tolentini — View this family 1538 (Età 28 anni) |
| Morte di una nonna paterna | Caterina della Torre tra il 1460 e il 1565 |
| Morte della madre | Angela Balbi tra il 1526 e il 1590 (Età 16 anni) |
| Morte di una sorella | Costanza d'Adda tra il 1542 e il 1620 (Età 32 anni) |
| Titolo | Conte, di Sale dal 21 ottobre 1549 (Età 39 anni) |
| Morte | settembre 1550 (Età 40 anni) |
| Famiglia con genitori |
| padre |
«Francesco» I d'Adda Nascita: tra il 1460 e il 1505 40 45 Morte: 1529 — tra il 23 ottobre e il 27 dicembre |
| madre |
Angela Balbi Nascita: tra il 1480 e il 1495 Morte: tra il 1526 e il 1590 |
| sorella gemella |
Costanza d'Adda Nascita: tra il 1495 e il 1525 35 15 Morte: tra il 1542 e il 1620 |
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16 anni himself |
Giovanni «Agostino» d'Adda Nascita: circa 1510 50 30 Morte: settembre 1550 |
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17 anni fratello minore |
«Costanzo» II d'Adda Nascita: 2 luglio 1526 66 46 Morte: 13 novembre 1575 — di peste |
| Famiglia con Zenobia Tolentini |
| himself |
Giovanni «Agostino» d'Adda Nascita: circa 1510 50 30 Morte: settembre 1550 |
| moglie |
Zenobia Tolentini Nascita: tra il 1460 e il 1520 Morte: tra il 1552 e il 1615 |
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Matrimonio: 1538 — |
| Nota | Rappresentò forse il più perfetto esempio di mercante-banchiere dell a Milano della prima metà del '500. Precocissimo - poco dopo la mort e del padre, nel 1531, appena maggiorenne, pretese e ottenne la propri a metà dell'eredità per darsi autonomamente agli affari -, in strett o contatto con personaggi del calibro di Tommaso Marino e Agostino Fop pa, finanziatore della Camera milanese per somme ingentissime sia in p rima persona sia attraverso prestanomi o soci, accaparratore di terr e e di rendite, Agosto era anche amico personale di noti letterati com e Ludovico Domenichi, Giuseppe Betussi o Pietro Aretino, per il qual e fungeva da tramite con l'amministrazione milanese per accelerare i l pagamento della pensione di 200 scudi annui accordatagli da Carlo V , versata almeno dal 1537. Pur non avendo mai ricoperto cariche all'in terno dell'amministrrazione dello Stato di Milano e sedendo tra i Sess anta per solo un quinquennio (tra il 1545 e il 1550), Giovanni Agostin o poteva vantare illustri conoscenze e un'amplissima clientela che s i rivolgeva a lui e al suo socio Foppa per prestiti, transazioni finan ziarie, investimenti e movimentazioni di denaro attraverso l'intera Eu ropa. […] Tra i firmatari delle ben 271 ricevute notarili spiccan o i nomi più altisonanti quali il principe di Ascoli (Luis de Leyva . figlio di Antonio, già governatore di Milano), il defunto cardinal e Marino Caracciolo (anch'egli governatore dello Stato), gli eredi d i Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto (altro governatore), la duchess a di Milano e Lorena, vedova dell'ultimo duca Prancesco II Sforza, Cri stina di Danimarca, il duca Ottavio Farnese, il banchiere Giovanni Mar ino, il conte Filippo Tornielli, il conte Gianpietro Belgiojoso, il co nte Camillo Borromeo, il marchese Giovan Battista Castaldo, il conte G iovan Battista di Lodrone, Garcia Manrique de Lara (governatore di Pia cenza), Gian Giacomo de Medici marchese di Melegnano, i conti e fratel li Guido e Francesco Gallarati, Gian Giacomo Rainoldi (potentissimo me rcante e uomo politico), Giovan Paolo Scotti, vari Trotti di Castellaz zo e Carlo Atellani. Non stupisce quindi che Agosto fosse introdottiss imo presso le maggiori cariche dello Stato, fatto che naturalmente gl i facilitò non poco gli affari; nel 1538 aveva inoltre sposato Zenobi a Maruzzi Tolentini, figlia del conte Ludovico ma soprattutto sorell a di Chiara, a sua volta moglie del gran cancelliere Francesco Taverna , che gli rimaneva quindi cognato. È chiaro che avere in famiglia u n parente (benché acquisito) che ricopriva la seconda carica dello St ato, dopo il governatore, rappresentava un ''atout'' formidabile per A gosto, sia per quanto riguardava i propri affari sia come chiave per c hiedere - e ottenere - favori per conto di amici e conoscenti. Propri o sotto questa luce deve essere intesa la copiosa corrispondenza tra i l banchiere milanese e Aretino intercorsa a partire dal 1549 e prosegu ita fino alla morte del d'Adda nel 1550 (e ancora in seguito con suo f ratello Costanzo II). Gratissimo di essere stato inserito tra i benefi ciati non solo del gran cancelliere Taverna, ma pure del governatore F errante Gonzaga e, in seguito, del vescovo-principe di Trento Cristofo ro Madruzzo, Aretino si sdebita promettendo di inviargli a Milano un q uadro, una ''Santa Caterina'' di Raffaello, sottolineando il fatto d i averlo in un primo tempo destinato alla regina di Francia «ma conos cendovi ne l'animo da quanto nel core sia un Re, a voi lo dono e prese nto». Agosto morirà alla fine del settembre successivo prima che i l prestigioso dono lo potesse raggiungere: il dipinto verrà infine re capitato a suo fratello, Costanzo II. Morendo, Giovanni Agostino d'Add a, oltre ad affidare la moglie Zenobia al fratello Costanzo II, dispon eva nel suo testamento una lunga serie di legati caritativi privilegia ndo l'Ospedale Maggiore di Milano (beneficato con un'entrata annua d i più di 4500 lire, pari a un capitale investito di circa 90.000 lire ), lasciava ben 3000 scudi di dote alla nipote Margherita Cusani (figl ia della defunta sorella Costanza e di Luigi Cusani) e altri 900 da di vidersi tra diversi membri della famiglia (i figli di Giovanni, Gaspar e e Bertolino). La moglie otteneva la metà degli arredi della casa d i Milano (ma con la possibilità, da parte dell'erede designato, di ri levare tale quota per la somma di 1000 scudi) e il diritto di abitarvi , oltre a un lascito destinato alle dame di Zenobia di ben 200 scud i a testa: erede universale, mancando i figli, è nominato il fratell o Costanzo II e dopo di lui i suoi figli maschi legittimi, all'infinit o. L'eredità venne però ancorata a un fidecommesso ferreo, che preve deva l'inalienabilità delle proprietà personali di Giovanni Agostin o e la loro trasmissibilità diretta solo ai maschi primogeniti legitt imi o, in mancanza di discendenza del primogenito, al primogenito de l fratello susseguente. Il patrimonio era enorme: si trattava di ben i immobili, terre, cascine per un valore di circa 150.000 lire, e di r endite o impieghi finanziari per altre 600.000 lire che Agosto per tes tamento impose di liquidare per acquistare altri immobili. Considerand o che una gran parte del capitale era impiegato in una società commer ciale con Agostino Foppa, non fu possibile per l'erede designato entra re in possesso dell'intera cifra immediatamente, e questo produsse u n aumento del capitale stesso: il bilancio stilato alla fine di dicemb re 1553, quando finalmente l'intera fortuna di Agosto era stata liquid ata, pagati in parte i debiti e detratte le spese (tra cui 25.000 lir e tra spese legali e costo dei funerali del defunto), vedeva l'eredit |