Bartolomeo BrembatiEtà: 96 anni14101506

Nome
Bartolomeo Brembati
Nascita tra il 1410 e il 1450 45

Nascita di un figlio
n° 1
Giovanni Davide Brembati
prima del 1470 (Età 60 anni)

Matrimonio di un figlioGiovanni Davide BrembatiFiordalisia Martinengo da BarcoView this family
prima del 1487 (Età 77 anni)

Matrimonio di un figlioGiovanni Davide BrembatiAntonia SavorgnanView this family
1487 (Età 77 anni)

MatrimonioAntonia Rivola MazzucconiView this family
prima del 1494 (Età 84 anni)

Morte di una moglieAntonia Rivola Mazzucconi
prima del 1494 (Età 84 anni)

MatrimonioTadea BevilacquaView this family
1494 (Età 84 anni)

Morte di un nonno maternoDavide Brembati
tra il 1434 e il 1498 (Età 24 anni)

Morte del padreGiovanni Brembati
tra il 1435 e il 1498 (Età 25 anni)

Morte 1506 (Età 96 anni)

Titolo
Conte Palatino e cavaliere

Titolo
Magnifìcus generous eques dominus comes

Famiglia con genitori - View this family
padre
himself
Famiglia con Antonia Rivola Mazzucconi - View this family
himself
moglie
Matrimonio: prima del 1494
-23 anni
figlio
figlia
Famiglia con Tadea Bevilacqua - View this family
himself
moglie
Matrimonio: 1494
Romelio Suardi + Tadea Bevilacqua - View this family
moglie → marito
moglie
Matrimonio: prima del 1494

Nota

Risiedeva nel palazzo avito presso Porta S. Giacomo Fece costruire i l nuovo palazzo in via S. Lorenzino. 1475 vende 4 [??] alla MIA RANIE RI MEDOLAGO ALBANI, I due figli del Cavalier Giacomo Albani (Segret i e intrighi a Bergamo tra XV e XVI secolo), da “La Rivista di Berga mo”, XLII , n. 7, Luglio 1991, p. 27: Nato nella seconda metà de l XV secolo, non si hanno di lui altre notizie oltre a quelle desumibi li dalla sua determinante partecipazione all’atto di legittimazion e di Antonia e Marcantonio Albani del 1498. È inspiegabilmente ignora to, con gli ascendenti Giovanni e Davide, anche dall’albero genealog ico pubblicato dal Belotti (cfr. “Bergamo e i Bergamaschi”). La re sidenza della famiglia in Bergamo era il bel palazzo quattrocentesco p resso Porta San Giacomo, conosciuto oggi come Palazzo Perini. GIANMAR IO PETRÒ, La casa dei conti Bartolomeo e Giovanni Davide Brembati i n via S. Lorenzino 13 : […] Il 20 aprile 1434, al concilio di Basile a, Sigismondo di Lussemburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, avev a conferito il titolo di conte palatino al giureconsulto Davide di Gio vanni Brembati e ai suoi tre figli Maffeo, Giovanni, Giorgio e ai lor o discendenti maschi, con facoltà di creare notai e legittimare figl i naturali. Nella seconda metà del ‘400 Bartolomeo Brembati, figli o del conte Giovanni, cominciò a pensare alla fabbrica di una nuova c asa che degnamente rappresentasse il nuovo status della famiglia. Si r ivolse così ai fratelli Leonardo, Pecino e Venturino Moroni con i qua li nel marzo del 1467 stipulò un contratto per la ristrutturazione d i parte della sua abitazione presso la porta di S. Giacomo. Tra le ope re che i Moroni dovevano realizzare c’erano due loggiati in un corti le della casa. Abbiamo motivo di ritenere che i lavori per la fabbric a dei Brembati siano proceduti lentamente, ma nel 1483 un visitatore d ’eccezione, il notissimo cronista veneziano Marin Sanudo annotava i n occasione di un suo passaggio per Bergamo che tra le case della citt à si distinguevano per ornamenti e bellezza quelle dei conti Bartolom eo Brembati e Nicolino Calepio. La casa dei Calepio è stata distrutt a nel secolo scorso mentre la casa del conte Bartolomeo Brembati, cert amente ancora in costruzione nel 1483, è parzialmente giunta fino a n oi e quanto oggi possiamo vedere giustifica in pieno il giudizio del S anudo. A parte un corpo di fabbrica medioevale lungo la via S. Lorenzi no, l’aspetto esterno del palazzo è settecentesco. […] Osserviam o ora gli stemmi inseriti nelle volute dei porticati, tenendo present e che nel cortile lo stemma dei Brembati è presente solo su una picco lissima targa a tacca su un capitello pensile del portico. Quelli ch e vediamo sono dunque gli stemmi delle mogli e di altre parentele. E d è veramente significativo che ben quattro di questi stemmi ci ripor tano proprio alla famiglia del conte Bartolomeo Brembati, mentre l’u ltima moglie ricordata è Flaminia Secco D’Aragona, sposatasi nel 15 75 col conte Ottavio. Sulla chiave dell’arco centrale del portico i n facciata rispetto all’ingresso è scolpita una targa con intagliat a un’ala. È lo stemma di Tadea, figlia del cavaliere veronese Gugli elmo Bevilacqua, moglie del conte Bartolomeo. Osservandolo con molta a ttenzione si potrà notare che, a differenza degli altri stemmi, quest o emblema è eseguito con imperizia, scavato nello spessore della targ a dopo averne abraso un altro. Tadea infatti, già vedova del conte Ro melio Suardi, aveva sposato solo nel 1494 il conte Bartolomeo, a sua v olta vedovo di Antonia figlia di Giovanni Rivola Mazzucconi, dalla qua le aveva avuto i figli G. Davide e Maria. Non ritroviamo oggi nel cort ile lo stemma della Rivola. Sulla voluta al centro del primo arco è i nserita la bella aquila araldica dei Martinengo. G. Davide aveva infat ti sposato in prime nozze la bresciana Fiordalisia, figlia del “magn ifico signore” Giovanni Francesco di Leonardo Martinengo. Fiordalisi a era probabilmente nipote di Tisbe, moglie di Bartolomeo Colleoni, ch e si ritiene figlia di Leonardo Martinengo. Da Fiordalisia nasceva Giu lia, che nel 1504 avrebbe sposato il ricco giureconsulto Leonardo Come nduno. Di Giulia e Leonardo ci è rimasto un modesto ex voto del 151 3 oggi conservato alla Carrara raffigurante i due coniugi inginocchiat i ai piedi della Vergine, attribuito alla bottega dei Marinoni. I du e uscivano allora da un periodo difficile perché nel 1509, dopo la sc onfitta di Agnadello, Leonardo era stato preso in ostaggio dai frances i e aveva dovuto lasciare la giovanissima moglie sola con alcuni figl i in tenerissima età. Nella chiave del quarto arco ritroviamo uno ste mma non bergamasco, raffigurante un leone rampante, col muso visto fro ntalmente e con la coda curiosamente annodata. Si tratta dello stemm a del conte Paride Lodrone, uomo d’arme al servizio di Bartolomeo Co lleoni, marito di Maria, figlia del conte Bartolomeo Brembati. Paride , l’assassino del giurista Antonio Bonghi, era di origine trentina , ma la sua famiglia si era trasferita a Brescia, pur conservando stre tti legami col luogo d’origine, dove ripararono lo stesso G. David e Brembati e diversi amici dopo la disfatta veneziana di Agnadello. Ri cordo che Polissena, una delle figlie naturali di Bartolomeo Colleoni , aveva sposato Bernardo Lodrone. Al centro dell’arco d’ingresso , su una targa araldica scolpita direttamente nella ghiera dell’arco , troviamo lo stemma della friulana Antonia Savorgnan figlia di Pagano , seconda moglie di G. Davide. Gerolamo Savorgnan, fratello di Antonia , uomo d’arme e ingegnere di valore si era distinto per eroismo e pe r fedeltà a Venezia in occasione dell’invasione francese. Giovann i Davide era rimasto vedovo prima del gennaio del 1487 e Fiordalisia M artinengo era forse morta dopo aver partorito Giulia. La presenza dell o stemma Savorgnan, di fattura decisamente quattrocentesca, scolpito d irettamente in rilievo sulla ghiera dell’arco ci permette di stabili re che nell’ultimo decennio del ‘400 la casa era ancora in costruz ione. Peraltro da un documento del 1494 apprendiamo che, con la mediaz ione di alcuni eminenti cittadini, G. Davide si era accordato col padr e Bartolomeo per la divisione della casa e al figlio era stata assegna ta proprio la porzione verso la porta S. Giacomo. La divisione si er a resa necessaria in vista del matrimonio di Bartolomeo con Tadea Bevi lacqua. Il conte Bartolomeo moriva nel 1506. Il figlio G. Davide sareb be mancato nel novembre del 1519. Da G. Davide e Antonia Savorgnan nas cevano Lucina, Marco Coriolano, Francesco o G. Francesco Ottaviano e A lba. Abbiamo già avuto modo di dire che nel maggio 1508 Lucina, con u na dote di 1.350 ducati, sposava Leonino Brembati. Al momento del matr imonio la ragazza doveva avere più di 15 anni, perché nel dicembre d i quell’anno partorì un figlio maschio al quale fu dato il nome del lo zio Gerolamo. Il conte Giovanni Davide Brembati fu una delle prim e conoscenze bergamasche di Lorenzo Lotto in quanto nel maggio del 151 3 intervenne come garante per conto dei domenicani di S. Stefano nel c ontratto per la pala commissionata da Alessandro Martinengo Colleoni . Poche settimane dopo nella casa del Brembati avrebbe preso alloggi o il governatore spagnolo di Bergamo. Marco Coriolano, uno dei figli m aschi di Giovanni Davide, aveva sposato, forse all’inizio del 1512 , la bresciana Maddalena Gambara, figlia del conte Pietro, già vedov a non ancora ventenne del conte Gerolamo figlio di Antonio “de Cavaz is dela So¬malia”. Lo stemma della Gambara, donna energica ancora v iva nel 1575, è inserito al centro del quarto arco del portico d’in gresso. La donna fu madre dei conti G. Battista e Achille che, fattis i filospagnoli, nel 1563 furono tra i principali protagonisti della fe roce faida con gli Albani e i Grumelli. G. Battista ed Achille non ebb ero discendenza maschile legittima. Da G. Battista e dalla moglie Feli cita Della Fratina nascevano Giulia, Elena e Giuditta. Giulia sposav a nel 1569 il mantovano Tulio Guerrieri e di lei e dei figli ci rest a presso la Carrara una serie di piccoli ritratti. Al centro del secon do arco del portico in facciata rispetto all’ingresso è inserita un a voluta con uno stemma degli Albani. Francesco o Francesco Ottaviano , l’altro figlio di G. Davide, aveva sposato nel 1524, con una dot e di 1700 ducati, Maddalena Albani, figlia di Francesco e quindi sorel la del futuro cardinale G. Gerolamo acerrimo nemico di questi Brembati . Lo stemma Albani, ornato di cappello cardinalizio, risulta di form a diversa dagli altri, databile al ‘600, e pertanto qui collocato qu ando l’odio tra le due famiglie doveva essersi ormai sopito. Sulla v oluta al centro del secondo arco del porticato d’ingresso è scolpit o uno stemma di famiglia non identificata, forse i Tornielli, con aqui la avente su ciascun lato una specie di bastone ricurvo. La forma dell a targa è databile intorno al 1515-1520. Si potrebbe forse riferire a d un primo matrimonio di Francesco Ottaviano. Infine l’ultimo stemm a presente nel cortile, sull’arco centrale del portico d’ingresso , è quello di Flaminia Secco D’Aragona (nata dal primo matrimonio d i Isotta Brembati e del conte Lelio) sposatasi nel 1575 col conte Otta vio Brembati. Le nozze tra Flaminia e Ottavio erano state celebrate da l cardinale Carlo Borromeo nel vano tentativo di pacificare le famigli e coinvolte da anni in una sanguinosa faida. Ma due anni dopo Ottavi o con un pretesto uccideva Leonino Brembati, fratello della odiata suo cera Isotta per di più moglie di un Grumelli. La presenza dello stemm a della moglie di Ottavio non è affatto casuale. Da un documento fami liare del 1595 apprendiamo che Ottavio aveva dovuto fare grosse spes e per sistemare le case, perché «a causa della nuova fortificazion e della città erano state devastate e le pareti che le chiudevano ver so la porta di S. Giacomo, e anche verso sera, erano state abbattut e e distrutte dalle fondamenta alla sommità, e l’illustrissimo sign or conte Ottavio le fece rifare (le pareti) e nelle medesime case fec e molti altri miglioramenti utili e necessari». I danneggiamenti risa livano al 1592, quando per creare uno spazio di servizio adeguato into rno alla nuova porta cittadina, una parte delle case dei Brembati fu d emolita. Il cortile della casa prima delle riforme settecentesche er a decorato con pitture che l’intenditore conte Giacomo Carrara, no n sappiamo con quale fondamento, attribuiva al Cariani: «Il Cariani a veva dipinto fra l’architettura tutto il cortiletto di Casa Brembat i alla Porta di S. Giacomo con un stupendo freggio di Ninfe Marine tri toni putti et altre figure a chiar scuro con a suoi luoghi vari ripart imenti di virtù et altri ornamenti di figure stupendamente espresse c ose tutte che del 1779 furono demolite e rovinate, che pur si potevan o conservare e trasportare per esser dipinte su tavolati di mattoni s e li Padroni stati fosser di miglior gusto» .