Faustino AvogadroEtà: 35 anni15291564

Nome
Faustino Avogadro
Nascita 1529 59 49

Nascita di una sorellaClaudia Avogadro
1534 (Età 5 anni)

Pubblicazioni di matrimonio di un genitore«Leonardo» III Martinengo dalle PalleDomicilla RosaView this family
tra il 1534 e il 1548 (Età 5 anni)

MatrimonioLucia AlbaniView this family
1550 (Età 21 anni)

Nascita di un figlio
n° 1
Lelio Avogadro
1550 (Età 21 anni)

Nascita di un figlio
n° 2
Scipione Avogadro
1554 (Età 25 anni)

Morte di una nonna paternaLuisa Caprioli
tra il 1470 e il 1585

Morte di un nonno maternoGiacomo Filippo Rosa
tra il 1485 e il 1590

Morte di una sorellaLucrezia Avogadro
tra il 1513 e il 1590

Morte del padreGirolamo Avogadro
tra il 1529 e il 1555

Morte della madreDomicilla Rosa
tra il 1548 e il 1575 (Età 19 anni)

Morte di un fratelloPietro Avogadro
tra il 1564 e il 1625 (Età 35 anni)

Morte maggio 1564 (Età 35 anni)
Sepoltura
Titolo
Nobile

Titolo
Conte

Famiglia con genitori - View this family
padre
madre
Matrimonio: tra il 1485 e il 1529
11 anni
sorella maggiore
34 anni
fratello maggiore
2 anni
himself
6 anni
sorella minore
sorella
Famiglia della madre con «Leonardo» III Martinengo dalle Palle - View this family
patrigno
madre
Matrimonio: tra il 1534 e il 1548
Famiglia con Lucia Albani - View this family
himself
moglie
Matrimonio: 1550
1 anno
figlio
5 anni
figlio

Nota

Protetto dal Duca di Ferrara. Offrì rifugio a Ferrara al cognato Gian domenico Albani dopo l'assassinio di Achille Brembati nell'aprile 1563 . Secondo quanto afferma la ''Cronaca'' bresciana di Lodovico Caravagg io (Brescia, Archivio di Stato, c. 289 v.), morì cadendo in un pozz o in stato di ubriachezza: "il cavaliere Faustino Avogadro, zigalino [ da "sigà", vociare] e imbriaco cascò zoso da un pozol a Ferrara et s i scavezzò il collo, et morete subito e fu portato a Brescia a sepeli re; e questo nel mese di magio 1564". Era cugino in terzo grado dell a moglie Lucia Albani. Testò nel 1557. '''Mina Gregori, ''Moroni'' , Bergamo, Banca Popolare di Bergamo, 1975, p. 273 (scheda 123)''': '' Ritratto di gentiluomo della famiglia Avogadro'' [''Il cavaliere dal p iede ferito''] Olio su tela (cm 202 X 106) Londra, National Gallery (n . 1022) In origine, insieme ad altri due ritratti del Moroni (nn. 102 3, 1024; v. schede 124, 125) e a uno del Moretto (n. 1025) della stess a Galleria, presso la famiglia Avogadro di Brescia (nel 1760 in palazz o Avogadro il Carboni menzionava due ritratti al naturale in piedi de l Moretto e «un ritratto bellissimo» del Moroni da identificarsi co n quello del Canonico Terzi, v. scheda 125), e per eredità passato co n quelli alla famiglia Fenaroli, come ricordano il Brognoli e il Picci nelli (in Bassi Rathgeb 1959, p. 126). Se il Brognoli riferisce al Mor oni solo il ''Canonico Terzi'', la menzione del Sala nel 1834 di ritra tti del Moroni nella galleria di questa famiglia è generica, mentre s i ricordano «molti Moretti ». I diari manoscritti di Charles L. East lake e di Otto Mundler rivelano già negli anni ‘50 la conoscenz a e un assiduo interesse per i ritratti di casa Fenaroli da parte degl i agenti della Galleria londinese durante i viaggi periodici in Italia . Charles Eastlake visitò la collezione nel 1854, annotando in partic olare questo ritratto («very fine») che cita come del Moroni e nel s ettembre 1857, quando, riferendolo al Moretto insieme alla ''Dama in r osso'' (v. scheda 124) vi avvertì una certa monotonia nel modellato d elle dita della mano destra. Il Mundler vide la collezione agli iniz i del dicembre 1855 appuntandosi alcuni ritratti di prim’ordine («f irst rate») a figura intiera del Moretto e del Morone, citazione pe r la quale si può precisare, sulla base della menzione più ampia, re lativa a una visita successiva dell’ottobre 1857, che riteneva del M oretto il ''Ritratto di gentiluomo'' datato 1526 (National Gallery n . 1025, effettivamente del Buonvicino), nonché questo ritratto (non d escrive la Dama in rosso); e del pittore bergamasco soltanto il ''Ritr atto del canonico Terzi'' (v. scheda 124), distinzione che corrispond e a quella tradizionale e che lo studioso tedesco manterrà ancora ne l 1869. Li conosceva naturalmente anche il Morelli, che in seguito s i attribuirà il merito di avere corretto le opinioni del Mundler. I q uattro importanti dipinti furono acquisiti dall’antiquario milanes e Giuseppe Baslini nel 1876 e subito acquistati per 5000 sterline dall a National Gallery. Ne dava notizia da Milano il Morelli al Layard i l 2 giugno, riferendogli di aver avuto una visita di Fredric Burton, l ’allora direttore della National Gallery, venuto in Italia per l’a cquisto. In luglio erano già esposti nella Galleria londinese. Il Gou ld (1962, p. 114) suppone, su indicazione del conte Fausto Lechi, ch e il ritratto rappresenti piuttosto che un Fenaroli, come è stato det to costantemente, un membro della famiglia Avogadro, Pietro o Faustino , che furono ambedue uomini d’arme e figli di Gerolamo n Avogadro ch e potrebbe essere il modello del ritratto del Moretto (n. 1025). Il co stume concorda con le indicazioni stilistiche a far collocare il dipin to, come propone il Gould anche su indicazioni fornite da Stella Mar y Pearce, a metà o agli anni tardi del sesto decennio, in prossimità , e subito dopo il ritratto datato 1554 dell’Ambrosiana (v. scheda 1 42). Altre proposte di datazione hanno situato l’opera intorno al 15 60 (Locatelli Milesi), al 1559-1560, ma anteriormente al ''Gian Gerola mo Grumelli'' (v. scheda 46) della collezione Moroni (Lendorff), a cir ca il 1558 (Freedberg), al 1551-’52 (Pillsbury), ai tardi anni ‘5 0 (Braham). Dopo il ''Sarto'', della serie superlativa dei ritratti de lla Galleria londinese è fra gli esemplari più famosi, e a buon diri tto. Ritroviamo qui, con anche maggiore intensità in confronto al rit ratto dell’Ambrosiana, l’interesse a porre in un’evidenza non pr iva di ironia ogni particolare caratterizzante. All’accordo prevalen te dei toni discreti dello sfondo «bresciano» e del vestito, dove l