Roberto «il Guiscardo» de HautevilleEtà: 60 anni1025–1085
- Nome
- Roberto «il Guiscardo» de Hauteville
- Soprannome
- il Guiscardo
- Cognome
- de Hauteville (d'Altavilla)
| Nascita | circa 1025 45 45 |
| Morte del padre | Tancredi de Hauteville circa 1041 (Età 16 anni) |
| Matrimonio | Alberada di Buonalbergo — View this family circa 1051 (Età 26 anni) |
| Nascita di una figlia n° 1 | Emma de Hauteville circa 1052 (Età 27 anni) |
| Titolo | Conte, di Puglia e Calabria dal 1057 (Età 32 anni) |
| Nascita di un figlio n° 2 | Marco di Antiochia 1058 (Età 33 anni) |
| Divorzio | Alberada di Buonalbergo — View this family 1058 (Età 33 anni) |
| Morte della madre | Fresenda ?? tra il 1025 e il 1105 |
| Titolo | Duca, Puglia, Calabria e Sicilia dal 1059 (Età 34 anni)Nota:
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| Morte di una figlia | Emma de Hauteville tra il 1072 e il 1145 (Età 47 anni) |
| Morte | 17 luglio 1085 (Età 60 anni) |
| Sepoltura |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Tancredi de Hauteville Nascita: tra il 980 e il 990 — Coutances Morte: circa 1041 |
| madre |
Fresenda ?? Nascita: tra il 980 e il 1010 Morte: tra il 1025 e il 1105 |
| himself |
Roberto «il Guiscardo» de Hauteville Nascita: circa 1025 45 45 — Hauteville-la-Guichard Morte: 17 luglio 1085 — Cefalonia |
| Famiglia del padre con Moriella ?? |
| padre |
Tancredi de Hauteville Nascita: tra il 980 e il 990 — Coutances Morte: circa 1041 |
| matrigna |
Moriella ?? Morte: |
| Famiglia con Alberada di Buonalbergo |
| himself |
Roberto «il Guiscardo» de Hauteville Nascita: circa 1025 45 45 — Hauteville-la-Guichard Morte: 17 luglio 1085 — Cefalonia |
| ex-moglie |
Alberada di Buonalbergo Nascita: circa 1033 Morte: luglio 1122 |
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Matrimonio: circa 1051 — |
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Divorzio: 1058 — |
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2 anni figlia |
Emma de Hauteville Nascita: circa 1052 27 19 Morte: tra il 1072 e il 1145 |
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7 anni figlio |
Marco di Antiochia Nascita: 1058 33 25 — San Marco Argentano Morte: 3 marzo 1111 — Bari |
| Titolo | |
| Nota | '''Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.''' Roberto d'Altavilla, dett o il Guiscardo (l'Astuto), in latino Robertus Guiscardus o Viscardus , (Hauteville-la-Guichard, 1025 circa – Cefalonia, 17 luglio 1085) , è stato un condottiero normanno. Sesto figlio di Tancredi (conte d i Hauteville-la-Guichard) e primo della sua seconda moglie Fresenda ( o Fressenda), divenne conte di Puglia e Calabria alla morte del fratel lo Umfredo (1057). In seguito (1059) fu investito da papa Niccolò I I del titolo di duca di Puglia, Calabria e Sicilia. Roberto nella des crizione di Anna Comnena Anna Comnena ci offre anche una straordinar ia e dettagliata descrizione fisica del personaggio: « Questo Robert o era di stirpe normanna, di condizione oscura, cupido di potere, d'in gegno astutissimo e coraggioso nell'azione: aspirava soprattutto all a ricchezza e alla potenza dei grandi e, non tollerando alcun ostacol o alla realizzazione dei propri disegni, prendeva tutte le precauzion i per conseguire il suo scopo incontrastabilmnete. La sua statura er a notevole, tale da superare anche i più alti fra gli individui; avev a una carnagione accesa, i capelli di un biondo chiaro, le spalle larg he, gli occhi chiari ma sprizzanti fuoco. La conformazione del suo cor po era elegantemente proporzionata... Si racconta che il grido di ques t'uomo avesse messo in fuga intere moltitudini. Così dotato dalla for tuna, dal fisico e dal carattere, egli era per natura indomabile, ma i subordinato ad alcuno. » Non si dovrebbe tuttavia accordare molt a fiducia a tale descrizione: la principessa bizantina nacque nel 108 3 e Roberto morì nell'estate del 1085. In realtà la tradizione bizan tina, nella quale l' ''Alessiade'' di Anna Comnena si inscrive, tendev a ad esaltare virtù e qualità dei nemici per magnificare ancor di pi ù quelle del generale che li aveva sconfitti. In questo caso tale tes i si consolida, considerando che la principessa era figlia di Alessi o I Comneno, l'imperatore che fronteggiò l'avanzata del Guiscardo ne i Balcani. Le citazioni prese dalla letteratura classica, l'attenzion e alle proporzioni del corpo, il complesso di valori che Roberto incar na nell' ''Alessiade'' si declinano perfettamente secondo i canoni de i gusti raffinati della corte di Bisanzio, erede dello sfarzo roman o e della raffinatezza ellenistica. Con un pizzico di malizia, inoltr e, si potrebbe ipotizzare che, per descrivere l'adone bello e aitant e che sfolgora nel passo sopracitato, Anna Comnena si fosse ispirata a d uno dei tanti mercenari normanni (i vareghi), che dal secolo X aveva no sostituito gli ''Excubitores'', ossia la guardia personale dell'imp eratore bizantino; o più semplicemente al figlio di Roberto, quel Boe mondo che passò da Costantinopoli nel 1097 affascinando tutta la cort e imperiale e l'adolescente Anna. Roberto il Guiscardo giunse nel 104 7 nell'Italia meridionale, dove già i suoi fratellastri (Guglielmo, D rogone e Umfredo) si erano distinti come abili mercenari dei signori l ongobardi in contrasto con l'impero di Bisanzio, ottenendo la Contea d i Puglia. Secondo la storica bizantina Anna Comnena, egli aveva lasci ato la Normandia con un seguito di appena cinque cavalieri e trenta av venturieri a piedi e, all'arrivo nell'antica Langobardia, si era mess o a capo di una compagnia errante di briganti e predoni. All'arrivo d i Roberto le terre in Puglia scarseggiavano ed egli non poteva aspetta rsi grandi concessioni da parte di Drogone, il fratellastro allora reg nante. D'altra parte lo stesso Umfredo aveva appena ricevuto in feud o la contea di Lavello. Già nel 1048 decise dunque di unirsi al princ ipe Pandolfo IV di Capua nelle sue incessanti guerre contro il princip e Guaimario di Salerno, ma l'alleanza durò appena un anno: stando all e cronache di Amato di Montecassino, Pandolfo venne meno alla promess a di concedere a Roberto un castello e una figlia in sposa, al che i l Normanno rispose rompendo gli accordi e abbandonando il sodalizio . Roberto fece nuovamente richiesta di un feudo al fratellastro Drogo ne, il quale poté stavolta concedergli il comando della fortezza di S cribla, vicino Cosenza, conquistata durante la campagna di Calabria. M a questo si rivelò ben presto un vicolo cieco, un presidio isolato da l quale non avrebbe potuto ricavare alcun concreto vantaggio. Decise p erciò di spostarsi presso il castello di San Marco Argentano (in omag gio al quale, più tardi, battezzerà la fortezza di San Marco d'Alunz io, il primo castello normanno in Sicilia, sito presso l'antica Alunti um). Durante il periodo calabrese Roberto sposò la prima delle sue du e mogli, Alberada di Buonalbergo, figlia di Gerardo di Buonalbergo. ' ''La battaglia di Civitate''' Dopo i primi anni di opaca presenza ne l sud Italia, Roberto il Guiscardo mise di colpo in luce il proprio ca rattere, così diverso da quello dei suoi familiari e degli altri pote nti della regione. I Longobardi, in un primo tempo vicini ai Normanni , si rivoltarono contro i loro vecchi alleati, e si attirarono il favo re del papa Leone IX, deciso ad espellere dalla penisola questo popol o di briganti. Lo scontro fra le armate pontificie e le truppe normann e si consumò il 18 giugno 1053 a nord della Capitanata, dove l'eserci to papalino fu duramente sconfitto nella Battaglia di Civitate. Vi pr esero parte Umfredo d'Altavilla ed il conte Riccardo I di Aversa dei D rengot, che mise subito in fuga i soldati longobardi. A Roberto fu ass egnato il comando di truppe di riserva, che restarono ai margini dell a battaglia, fino a che non fu evidente l'inefficacia degli attacchi s ferrati dalle armate di Umfredo: il Guiscardo si lanciò, allora, nell a mischia, insieme ai rinforzi guidati dal suocero, e si distinse pe r il particolare valore della propria offensiva. Secondo lo storico co evo Guglielmo di Puglia, il Normanno imperversò nella battaglia senz a mai perdersi d'animo, disarcionato e rimontato in sella per ben tr e volte. L'esito dello scontro fu per lui un vero successo. '''Il Gui scardo vassallo del Papa''' Il papa, imprigionato, fu costretto a ric onoscere la Contea di Puglia ed il Principato di Capua, confermato a R iccardo dei Drengot. Il pontefice si recò nella capitale, a Melfi , e creò Umfredo suo vassallo; consacrò il vassallaggio alla Chies a del Guiscardo, che s'impegnò a proteggerla ed a recuperare le Regal ia Sancti Petri in Apulia e Basilicata. La dipendenza feudale fu rappr esentata con il dono al pontefice di una cavalla bianca. Il Guiscardo , in cambio, offrì al papa la signoria su Benevento. Fu questa la svo lta decisiva nella conquista nel Sud: il Guiscardo diventò il bracci o armato della Cristianità con la nascita di un rapporto di vassallag gio fra il Papa ed i sovrani normanni. Il Guiscardo compì nel 1056 u na spedizione contro Gisulfo II di Salerno, poi conquistò Cosenza e u na parte della Calabria. Raggiunse, quindi, a Melfi il fratellastro Um fredo, che era in fin di vita. Nel 1057 il conte Umfredo morì e lasci ò i due figli minorenni, Abelardo ed Ermanno, sotto la tutela della m oglie Gaitelgrima di Salerno. Forte del successo ottenuto sul campo d i battaglia di Civitate, Roberto reclamò per sé la successione. A d agosto dello stesso anno i cavalieri normanni si riunirono a Melf i e Roberto il Guiscardo assunse la tutela del giovane Abelardo, ma pr esto diseredò entrambi i nipoti e pretese il riconoscimento del titol o di (quarto) Conte di Puglia e Calabria. Per non insidiare i diritt i acquisiti alla propria discendenza, confiscò i possedimenti del def unto fratellastro e privò i nipoti della loro legittima eredità. I n alleanza col fratello minore Ruggero si lanciò alla conquista dei t erritori non ancora sottomessi di Puglia e Calabria, mentre Riccardo , suo cognato in quanto marito della sorella Fresenda, s'impadronì de l Principato di Capua. '''L'ascesa al potere''' Poco dopo la sua asc esa al comando supremo dei Normanni, quasi certamente nel 1058, Robert o ripudiò la prima unione con Alberada di Buonalbergo, madre di Boemo ndo e di Emma. Egli fece annullare le nozze, perché avvenute tra cons anguinei e fu la prima volta che si ricorse a tale motivazione allo sc opo di sciogliere un matrimonio. Alberada si fece in disparte, confina ta nella rocca di Melfi (ma poi si risposerà con Riccardo, figlio d i Drogone). Per rinforzare l'alleanza politica con i Longobardi, a Me lfi si celebrarono le nozze tra il guerriero normanno e la potente pri ncipessa Sichelgaita di Salerno, figlia ventiduenne del defunto Guaima rio IV e sorella del nuovo principe Gisulfo II. In cambio della mano d ella sorella, Gisulfo chiese a Roberto di distruggere due castelli app artenenti a Guglielmo del Principato, fratello minore del Guiscardo, c he da tempo imperversava nei domini di Salerno. Questo evento aprì a lla casa d'Altavilla le porte dell'aristocrazia, mentre si realizzav a l'unione dei Normanni con i Longobardi. Nello stesso periodo matur |