«Loderengo» I MartinengoEtà: 91 anni11401231

Nome
«Loderengo» I Martinengo
Nascita tra il 1140 e il 1175 30

Nascita di un fratello«Uguccio»ne Martinengo
tra il 1130 e il 1190

Nascita di un fratelloSpalla Martinengo
tra il 1160 e il 1180 (Età 20 anni)

Nascita di un fratelloMonaco Martinengo
tra il 1160 e il 1195 (Età 20 anni)

Nascita di un figlio
n° 1
«Enrico» I Martinengo
tra il 1165 e il 1200 (Età 25 anni)

Morte di un nonno maternoGoizone Martinengo
tra il 1110 e il 1220

Nascita di un figlio
n° 2
Aimerico Martinengo
tra il 1180 e il 1230 (Età 40 anni)

Morte di un fratello«Uguccio»ne Martinengo
tra il 1150 e il 1285 (Età 10 anni)

Morte di un fratelloMonaco Martinengo
tra il 1180 e il 1234 (Età 40 anni)

Morte del padreOprando Martinengo
tra il 1198 e il 1240 (Età 58 anni)

Morte tra il 1231 e il 1234 (Età 91 anni)

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Nota

PAOLO GUERRINI, ''I conti di Martinengo. Studi e ricerche genealogiche ''. Brescia, Tipolitografia F.lli Geroldi, 1930, pp. 138-142: Loderen go I è senza dubbio il primo e più illustre figlio di Oprando, e que llo che emerge non solo nella storia municipale di Brescia ma in quell a della Lombardia e d’Italia nella prima metà del sec. XIII per l e alte cariche civili da lui occupate in varie città. La sua eminent e personalità fissa la figura storica della sua discendenza. La sua p resenza è segnalata per la prima volta da un documento del 1192 insie me con Lanfranco, Prevosto e Milone, tutti Martinengo . Cosimo Lauri l o cita nel 1194 in atti del monastero di S. Giulia ; nei 1206 è prese nte all’atto di concordia fra Brescia, Cremona, Bergamo e Parma ; ne l 1208 appare fra i cittadini bresciani che giurarono la lega di alcun e città lombarde ; nel 1211 interviene, con Ugo e Bertolotto Martinen go, alla firma della pace tra Mantova, Verona, Brescia e Cremona ; ne l 1212 fu Podestà di Treviso ; nel 1213, essendo il governo civile d i Brescia affidato al vescovo Alberto da Reggio, fu incaricato di occu pare militarmente la rocca di Lonato, invasa dai Conti di Casaloldo , i quali avevano inoltre tentato sedizioni nel castello di S. Genesi o sul confine mantovano, contro Brescia ; contro questo castello Lotar engo compì una spedizione punitiva che lo distrusse completamente, se bbene tre anni dopo egli attestasse di averlo trovato fractum, fere de sertum et incoltum . Nel 1214 fu eletto Podestà di Brescia, in sostit uzione del vescovo, ad administrandam Rempubblicam per triennium; sull a fine del suo governo, nel 1217-1218, mosso a compassione della condi zione degli abitanti del castello di S. Genesio, da lui rovinato, fec e deliberare al consiglio di riedificare e fortificare quel paese, ric hiamandovi gli antichi abitanti e inducendone altri ad andarvi ad abit are mediante esenzioni e privilegi. Il nuovo paese fu chiamato Canneto , e devesi a questa riedificazione la regolare euritmia delle contrad e di quella borgata, sentinella avanzata del comune di Brescia sull’ Oglio contro i Mantovani. La saggezza dimostrata nel governo di Bresci a gli creò una fama in tutta l’alta Italia. Nel 1219 venne eletto P odestà di Milano , nel 1220 passò Podestà di Como , nel 1221 Podest à di Genova , dove si distinse per doti amministrative e militari, co adiuvato dai due giureconsulti bresciani Almerico da Montichiari e Cor rado da Bagnolo. Ebbe dapprima molti negoziati diplomatici con l’imp eratore Federico II, indi assediò e vinse Ventimiglia, che si era rib ellata alla Repubblica genovese. Fece fuggire il Conte di Provenza ch e aiutava gli assediati, costrinse i cittadini della vinta città a so ttomettersi a dure condizioni, e sembra che abbia incrudelito contr o i capi dei ribelli facendoli accecare. Castigò poi severamente il c omune di S. Remo per delitti commessi contro l’esercito genovese. Du rante il suo reggimento ebbe contese anche con l’arcivescovo Ottone . Passò quindi ad altre città: fu Podestà di Vicenza nel biennio 12 22-1223 , di Piacenza nel biennio 1224-1225 , di Mantova nel biennio 1 226-1227, nuovamente di Milano nel biennio 1228-1229 e poi di nuov o a Mantova nel biennio 1230-1231, dove non solo fece completare il p alazzo comunale della Ragione o Broletto, ma vi fece erigere il prim o monumento al grande poeta mantovano Virgilio in quella caratteristic a edicola medioevale che porta ancora la iscrizione commemorativa de l Martinengo e dell’opera da lui e dai suoi collaboratori brescian i compiuta nel nome del divino cantore della poesia agreste l’anno 1 227, avendo a’ suoi fianchi come giureconsulti Bonaccursio da Bresci a e Giacomo da Bologna. ''Millenis lapsis annis dominique ducenti s / Bisque decem junctis septemque sequentibus / Ille vir constans ani mo fortis sapiensque benignus / Laudarengus honestis moribus undique p lenus / Hanc fieri, lector, fecit quam conspicis aedem. / Tunc aderan t secum civili jure periti / Brixia quem genuit Bonacursius alter / Ja cobus alter erat, Bononia quem tulit alta.'' Il Wüstenfeld ha credut o di dover distinguere due Lotarenghi contemporanei, e che il second o fosse figlio o nipote del primo perché gli è sembrato che gli ulti mi accenni della sua attività ne avrebbero prolungato la vita ad un a longevità inverosimile e perché nell’ultima podesteria di Mantov a il suo nome è accompagnato da un secundus. Calcolando il tempo inte rcorso fra il 1192, prima notizia cronologica che si ha di lui, e il 1 231, ultima notizia, ammettendo che nel 1192 potesse avere 30 anni, s i giungerebbe ai 69 anni, età non troppo longeva per un magistrato d i così singolare valore come si è dimostrato Loterengo; e il ''secun dus'' credo si debba leggere ''secundo'', cioè podestà di Mantova pe r la seconda volta. Ad ogni modo non consta che egli abbia avuto un fi glio omonimo, mentre consta che egli era figlio di Oprando. Deve esser e morto poco dopo la podesteria di Mantova perché dopo il 1231 il su o nome scompare dai documenti del tempo: certamente era già morto ne l 1234 poiché a Rudiano si parla dei suoi eredi nei possedimenti feud ali delle Cavete. [...] Mons. Fé assegna a Loderengo I tre figli: Ot tone, Enrico e Lambertino, ma le indicazioni date a ciascuno di essi n on sono perfettamente sicure perché questi tre nomi non possono esser e spostati verso la fine del sec. XIII se non attraverso una o due gen erazioni intermedie. Gli eredi di Loderengo appaiono insieme come poss identi di feudi comunali nelle Cavete di Rudiano e questo ci conferm a la loro discendenza da Goizone, ma i loro nomi sono Enrico e Aimeric o.