Attilio Martinengo PalatinoEtà: 31 anni1549–1580
- Nome
- Attilio Martinengo Palatino
| Nascita | 1549 31 39 |
| Nascita di una sorella | Lucrezia Martinengo Palatino tra il 1540 e il 1564 |
| Nascita di una sorella | Isabella Martinengo Palatino tra il 1540 e il 1564 |
| Nascita di un fratello | Carlo Martinengo Palatino 1552 (Età 3 anni) |
| Nascita di un fratello | Ermes Martinengo Palatino 1555 (Età 6 anni) |
| Morte di una nonna paterna | Francesca Secco d'Aragona tra il 1525 e il 1595 |
| Morte del padre | Annibale Martinengo Palatino 28 novembre 1564 (Età 15 anni) |
| Morte di una sorella | Lucrezia Martinengo Palatino tra il 1564 e il 1660 (Età 15 anni) |
| Morte di un fratello | Ercole Martinengo Palatino tra il 1565 e il 1640 (Età 16 anni) |
| Morte di un nonno materno | Teofilo Martinengo Palatino giugno 1565 (Età 16 anni) |
| Occupazione | Capitano sotto lo zio Curzio e il Duca di Parma sì |
| Morte | 1580 (Età 31 anni) |
| Titolo | Conte Palatino sì |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Annibale Martinengo Palatino Nascita: 1518 21 43 Morte: 28 novembre 1564 |
| madre |
Camilla Suardo Nascita: tra il 1510 e il 1530 80 Morte: |
| sorella |
Lucrezia Martinengo Palatino Nascita: tra il 1540 e il 1564 22 30 Morte: tra il 1564 e il 1660 |
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25 anni sorella |
Isabella Martinengo Palatino Nascita: tra il 1540 e il 1564 22 30 Morte: tra il 1594 e il 1660 |
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9 anni fratello maggiore |
Ercole Martinengo Palatino Nascita: 1548 30 38 Morte: tra il 1565 e il 1640 |
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2 anni himself |
Attilio Martinengo Palatino Nascita: 1549 31 39 Morte: 1580 — "di contagio" |
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4 anni fratello minore |
Carlo Martinengo Palatino Nascita: 1552 34 42 Morte: 1598 |
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4 anni fratello minore |
Ermes Martinengo Palatino Nascita: 1555 37 45 Morte: 1581 — Cambrai, per ferite di guerra |
| Famiglia della madre con Zaccaria Pezzana |
| patrigno |
Zaccaria Pezzana Morte: |
| madre |
Camilla Suardo Nascita: tra il 1510 e il 1530 80 Morte: |
| Nota | '''PAOLO GUERRINI, ''I conti di Martinengo. Studi e ricerche genealogi che''. Brescia, Tipolitografia F.lli Geroldi, 1930, p. 342''' Partit o [Curzio Martinengo Palatino, zio di Attilio] che fu di Fiandra, no n potendo, già fatto vecchio, sofferire i disagi dell’armi, rimas e la sua compagnia in piedi, con molta gloria del suo nome sotto al go verno prima del Conte Attilio, e poi del Conte Ermes ambidue suoi nipo ti figliuoli di un suo fratello. Il primo de’ quali morì di contagg io in quei Paesi […] '''Ivi, pp. 344-345''' ATTILIO II di Annibal e (n. 1549) seguì giovinetto lo zio Curzio e si trovò con lui nell e più aspre battaglie della guerra di Fiandra. Nel 1577, essendo tene nte con lo zio, fu mandato in Lombardia a fare incetta di «archibugg i da ruota et da camino». Nel 1578 passò al servizio del Duca di Par ma. Quando lo zio si ritirò a riposo Attilio ebbe il comando di una c ompagnia ma morì nel 1580 ancora giovane in Fiandra di malattia conta giosa. Come saggio delle lettere che egli mandava alla sua famiglia, i nteressante carteggio di notizie militari e storielle, riportiamo la s eguente lettera del 1° agosto 1574: Ill. signor Fratello oss.mo, I o non ho scritto a V. S. doppuoi gionto in Fiandra, per li impediment i grandi, ch’io ho hauto, et per il continuo caminare che facciamo , et ancora, che adesso sia per camino, ho voluto piliare questo puoch o tempo, de avisarla dove si ritroviamo et il camino che abiamo fatto ; Arrivati che fussimo in questo paese, ritrovassimo che la compagni a era allogiata in Disti, et non li è statta doppuoi la nostra gionta , più che otto giorni, et doppuoi ne detero per gnarniggione alosto , qual era bonissima terra, et essendo per intrare dentro, ne venne or dine di andare a doi altre terre, una chiamata Hulst, et l’altra Axe le quale sono alla marina; perché li nemici facevano grandissimi dann i in quelli parti, et arrivati che fussimo alle dette terre, ne venn e novo ordine di andare in guarniggione a Cortrai, dove siamo statti s e non uno giorno, che subito mi venne ordine di venire a Eckeloo appre sso della marina, dove hora son, et è, perché li nemici facevano gra ndissimi danni in questi parti et hanno abruciato Axele dove dovevam o andare in gnarniggione, ma hora si sono retirati in Zelandia ma sonn o grosissimi, et se dubita che voliano fare qualche danno in questi pa rti, dove noi saremo pronti per disturbarli; Io sto bene, il sig. Cont e nostro zio stava bene quando se partì dalla Compagnia et è desdott o giorni che se ritrova alla Corte in Burselese. Non lasciarò ancor a di dirli, come li cavalli, che io ho menato d’Italia stanno bene , ma quello che io ho comperato a Milano, è più matto che sia mai st atto, et non li è differentia come se non l’havesse fatto schizzare , per essere statto cativo maestro, delli altri trei ch’io haveva la sciato in queste parti, ho trovato li doi meliori morti. Però bisogne rà che ne facia venire da quelle parti s’io starò qua. No lasciar |