Giovanni Estore Martinengo ColleoniEtà: 69 anni1763–1832
- Nome
- Giovanni Estore Martinengo Colleoni
| Nascita | 1763 49 19 |
| Nascita di una sorella | Lucrezia Martinengo Colleoni tra il 1760 e il 1770 |
| Nascita di un fratello | Giuseppe Martinengo Colleoni 1769 (Età 6 anni) |
| Nascita di un fratello | Pier Paolo Martinengo Colleoni 1777 (Età 14 anni) |
| Nascita di un fratello | Vincenzo Martinengo Colleoni 1778 (Età 15 anni) |
| Morte di una nonna paterna | Lucrezia Martinengo dalle Palle tra il 1720 e il 1780 |
| Morte del padre | Venceslao Martinengo Colleoni 18 dicembre 1779 (Età 16 anni) |
| Matrimonio | Camilla Provaglio — View this family 28 novembre 1797 (Età 34 anni) |
| Nascita di una figlia n° 1 | Elena Martinengo Colleoni 1807 (Età 44 anni) |
| Occupazione | Generale di Brigata sì |
| Titolo | Senatore, del Regno dal 1809 (Età 46 anni) |
| Nascita di un figlio n° 2 | Venceslao Martinengo Colleoni 1810 (Età 47 anni) |
| Nascita di un figlio n° 3 | ??? Martinengo Colleoni 13 dicembre 1813 (Età 50 anni) |
| Morte di un figlio | ??? Martinengo Colleoni 13 dicembre 1813 (Età 50 anni) |
| Morte di una moglie | Camilla Provaglio 22 gennaio 1814 (Età 51 anni) |
| Morte di una sorella | Lucrezia Martinengo Colleoni tra il 1788 e il 1865 (Età 25 anni) |
| Sepoltura di una moglie | Camilla Provaglio 13 febbraio 1814 (Età 51 anni) |
| Morte della madre | Drusilla Sagramoso 11 gennaio 1821 (Età 58 anni) |
| Matrimonio di un figlio | Bortolo Riccardi — Elena Martinengo Colleoni — View this family 29 aprile 1830 (Età 67 anni) |
| Morte di un fratello | Vincenzo Martinengo Colleoni 22 aprile 1831 (Età 68 anni) |
| Morte | 29 giugno 1832 (Età 69 anni) |
| Titolo | Conte sì |
| Titolo | Gran Ciambellano, di Corte sì |
| Titolo | Cavaliere di I classe, della Corona di Ferro sì |
| Famiglia con genitori |
| padre |
Venceslao Martinengo Colleoni Nascita: 1714 51 33 — (o 1715?) Morte: 18 dicembre 1779 |
| madre |
Drusilla Sagramoso Nascita: 1744 Morte: 11 gennaio 1821 |
| sorella |
Lucrezia Martinengo Colleoni Nascita: tra il 1760 e il 1770 46 16 Morte: tra il 1788 e il 1865 |
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4 anni himself |
Giovanni Estore Martinengo Colleoni Nascita: 1763 49 19 — (o 1761?) Morte: 29 giugno 1832 — Brescia |
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7 anni fratello minore |
Giuseppe Martinengo Colleoni Nascita: 1769 55 25 Morte: 24 dicembre 1848 |
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9 anni fratello minore |
Pier Paolo Martinengo Colleoni Nascita: 1777 63 33 Morte: 1851 |
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2 anni fratello minore |
Vincenzo Martinengo Colleoni Nascita: 1778 64 34 Morte: 22 aprile 1831 |
| Famiglia con Camilla Provaglio |
| himself |
Giovanni Estore Martinengo Colleoni Nascita: 1763 49 19 — (o 1761?) Morte: 29 giugno 1832 — Brescia |
| moglie |
Camilla Provaglio Nascita: 6 aprile 1780 29 23 Morte: 22 gennaio 1814 — Brescia |
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Matrimonio: 28 novembre 1797 — |
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| figlia | |
| figlia | |
| figlia |
Elena Martinengo Colleoni Nascita: 1807 44 26 — Brescia Morte: 2 maggio 1835 |
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4 anni figlio |
Venceslao Martinengo Colleoni Nascita: 1810 47 29 Morte: 10 settembre 1885 — Cavernago |
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4 anni figlio |
??? Martinengo Colleoni Nascita: 13 dicembre 1813 50 33 Morte: 13 dicembre 1813 |
| Nota | Entrò nell'esercito prussiano, nel corpo comandato dal Duca di Brunsv ick. Nel 1787 rese parte alla campagna di Olanda e rimase ferito sott o Utrecht. Nel 1789 ritornò in patria. Nel 1797 fece parte del Govern o Provvisorio. '''PAOLO GUERRINI, ''I conti di Martinengo. Studi e ri cerche genealogiche''. Brescia, Tipolitografia F.lli Geroldi, 1930, pp . 384-386''' GIAN ESTORE V n. 1763, n. in Brescia 29 giugno 1832, f u coi minori fratelli educato nelle rinomate Scuole Arciboldi di Milan o, indi passò nel Collegio dei Barnabiti a S. Francesco di Bologna , e poi nel Collegio Nazareno in Roma, mentre i suoi fratelli compivan o la loro educazione in Parma e nel Collegio Tolomei di Siena . Finit o il corso della educazione si risvegliò in Gian Estore lo spirito mi litare dei suoi avi e insieme l’amore della libertà e della vita av venturosa. Eccitato dalle notizie che si diffondevano in Italia intorn o a re Federico di Prussia, chiese e ottenne dalla madre e dallo zio d i poter passare in Germania a prendere servizio militare in quell’es ercito prussiano, ed entrò nel corpo comandato dal Duca di Brunnswick , che lo prese sotto la sua protezione. Il Duca in una sua lettera all ’abate D. Francesco parla molto bene di questo nipote, il quale ne l 1787, a 24 anni, nominato tenente di cavalleria prese parte alla cam pagna d’Olanda, in cui restò ferito sotto Utrecht. Nel 1788 ebbe l a promozione a capitano e si applicò a studi di tecnica e di architet tura militare, dei quali presentò saggi molto apprezzati dal re di Pr ussia. Nel 1789, scoppiata la Rivoluzione francese, ottenne il conged o e tornò in patria per occuparsi dei suoi affari domestici, essend o morto lo zio Abate, che reggeva la famiglia. Non si staccò però ma i dai suoi studi militari e dall’attenta osservazione della politic a europea, allora più che mai in fermenti per gli avvenimenti frances i. Nel 1796 andò incontro con simpatia, lui aristocratico di razza m a soldato valoroso, all’esercito di Bonaparte, e nel 1797, scoppiat a la Rivoluzione in Brescia fece parte del Governo Provvisorio, dove e sercitò, finché gli fu possibile, un’influenza moderatrice contr o gli eccessi dei giacobini più sbracati. Fu nominato organizzator e e ispettore delle milizie repubblicane, insieme col conte Giovanni C aprioli e il conte Francesco Gambara, stese il Regolamento della Guard ia Nazionale. A Cavernago, non più suo feudo, ma sempre sua possessio ne prediletta, fece piantare l’albero della Libertà con una festa c ampestre sontuosissima, che servì a mettere in vista i suoi atteggiam enti di simpatia verso il nuovo regime democratico e a salvarlo dagl i oltraggi dei demagoghi. Costituitasi la Repubblica Cisalpina fu scel to a far parte del Consiglio de’ Juniori, e poi fu spedito dal Diret torio come Ministro Plenipotenziario della Repubblica alla corte borbo nica di Napoli, che tentava una resistenza all’imperversare delle id ee rivoluzionarie. Si presentò alla corte di Napoli con uno sfarzo pr incipesco e fecero grande impressione il suo tratto distintissimo, l a sua bella presenza di gentiluomo in grande stile, la correttezza de l suo tratto e del suo conversare. Dalle sue note diplomatiche al Dire ttorio Cisalpino, pubblicate in parte dal Cantù e in parte dall’av v. Bonomi si dimostra buon osservatore, prudente e moderato nei giudi zi, abbastanza imparziale e acuto. Le vittorie della reazione Austro-R ussa nel 1799 obbligarono il conte Gian Estore a ritornare a Milano, i ndi a Brescia, ma dopo la battaglia di Marengo fu dai francesi nominat o Capitano dei Granatieri a cavallo, indi Generale di Brigata e Comand ante la milizia nazionale. Fu membro del Corpo Legislativo ai Comizi d i Lione e del Collegio dei Possidenti della nuova Repubblica Italian a che preparava l’effimero Regno d’Italia napoleonico. A Parigi f u accolto con molto favore da Bonaparte, e all’Assemblea Legislativ a presentò due memoriali, uno sulla organizzazione dell’armata ital iana, l’altro sul modo di rendersi indipendenti dall’influenza fra ncese. Divenuto Napoleone re d’Italia il conte Gian Estore, guarit o come il padrone di tutte le fobie repubblicane, ebbe a corte uffic i e onori sommi. Nel 1805 comandò la Guardia d’onore costituitasi i n Brescia fra la nobiltà per accogliere il nuovo Re; nello stesso inc arico accompagnò alla sua residenza la Duchessa di Lucca. Nel 1806 pu bblicò uno stimato lavoro sulla cavalleria (''Della Cavalleria''. Mil ano, per Giov. Silvestri, 1806, in-8°: cfr. PERONI Bibl. Bresc. II, 2 33); nel 1807 fu inviato straordinario del Vice-re Eugenio a Parigi pe r affari importanti della politica italiana; nel 1809 fu nominato Sena tore del Regno, Gran Ciambellano di Corte e Cavaliere di I classe dell a Corona di Ferro. Il Viceré gli era molto affezionato, e Gian Estor e seppe cattivarsi questa stima con le sue prestazioni militari e poli tiche e con la eccezionale distinzione del tratto. Tramontato l’astr o napoleonico e mortagli la moglie, egli cessò da ogni attività pubb lica, rifiutò lusinghieri inviti del nuovo governo austriaco, si ritr asse dignitosamente in disparte, e visse ancora quasi vent’anni prod igandosi nelle opere di beneficenza e di coltura, circondato dalla sti ma universale. La sua morte, avvenuta il 12 giugno 1832 nel palazzo d i Brescia, fu un lutto cittadino. Il conte Francesco Gambara scrisse d i lui: «La memoria di quel cuore generoso, di quell’intemerato cara ttere e di quella buona fede, troppo spesso da alcuni scellerati usura i abusata, vivrà lunga pezza nella mente degli onesti bresciani.... S i dilettò pur anco di poesia, senza portarvi però la minima pretensi one. Sono bensì di avviso che se fossero fatti di comune diritto i mo lti inediti scritti di lui intorno ai politici avvenimenti e diplomati ci negozii, dal terminare del secolo scorso fino al 1814, ch’egli pe r rapporti suoi particolari o pei sostenuti uffici si trovò a portat a di conoscere, molta luce ne verrebbe alla storia: se non che io so p ur troppo che molti antepongono a questa luce il buio delle più fitt e tenebre» (FR. GAMBARA Ragionamenti di cose patrie V, 86-89). In un a genealogia Provaglio risulta nato nel 1761 e morto il 19 giugno 1831 |