Pietro MartinengoEtà: 87 anni1270–1357
- Nome
- Pietro Martinengo
| Nascita | tra il 1270 e il 1313 40 |
| Morte di un nonno materno | Antonio Martinengo tra il 1303 e il 1360 (Età 33 anni) |
| Nascita di un figlio n° 1 | «Prevosto» III Martinengo tra il 1310 e il 1360 (Età 40 anni) |
| Morte del padre | «Prevosto» II Martinengo tra il 1312 e il 1313 (Età 42 anni) |
| Nascita di un figlio n° 2 | Gerardo Martinengo tra il 1330 e il 1370 (Età 60 anni) |
| Nascita di un figlio n° 3 | Lorenzo Martinengo tra il 1330 e il 1350 (Età 60 anni) |
| Nascita di un figlio n° 4 | «Antonio»lo Martinengo tra il 1330 e il 1350 (Età 60 anni) |
| Nascita di un figlio n° 5 | Tommaso Martinengo tra il 1330 e il 1370 (Età 60 anni) |
| Morte di un figlio | Lorenzo Martinengo tra il 1330 e il 1370 (Età 60 anni) |
| Morte di un figlio | Tommaso Martinengo tra il 1330 e il 1465 (Età 60 anni) |
| Morte di un fratello | Antonio Martinengo 1336 (stimata) (Età 66 anni) |
| Occupazione | Condottiero sì |
| Morte | tra il 1357 e il 1370 (Età 87 anni) |
| Famiglia con genitori |
| padre |
«Prevosto» II Martinengo Nascita: tra il 1230 e il 1285 20 Morte: tra il 1312 e il 1313 |
| fratello |
Antonio Martinengo Nascita: tra il 1250 e il 1312 20 Morte: 1336 (stimata) |
|
64 anni himself |
Pietro Martinengo Nascita: tra il 1270 e il 1313 40 Morte: tra il 1357 e il 1370 |
| Famiglia con ?? ?? |
| himself |
Pietro Martinengo Nascita: tra il 1270 e il 1313 40 Morte: tra il 1357 e il 1370 |
| moglie |
?? ?? Morte: |
| figlio |
«Prevosto» III Martinengo Nascita: tra il 1310 e il 1360 40 Morte: tra il 1400 e il 1420 |
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61 anni figlio |
Gerardo Martinengo Nascita: tra il 1330 e il 1370 60 Morte: 1425 |
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21 anni figlio |
Lorenzo Martinengo Nascita: tra il 1330 e il 1350 60 Morte: tra il 1330 e il 1370 |
|
21 anni figlio |
«Antonio»lo Martinengo Nascita: tra il 1330 e il 1350 60 Morte: tra il 1392 e il 1421 |
|
41 anni figlio |
Tommaso Martinengo Nascita: tra il 1330 e il 1370 60 Morte: tra il 1330 e il 1465 |
| Nota | Celebre condottiero, investito della decima vescovile di Farfengo, Nav e, Verolavecchia, Verolanuova, Roccafranca nel 1336. Risiedeva nel cas tello di San Giorgio di Orzinuovi. Con istrumento fatto in Soncino i l 25 aprile 1392 (l’originale in pergamena si trova in Queriniana ms . F.* VI 2 misc. 5) i tre fratelli Prevosto, Antonio e Girardo, ered i universali «quondam nobiliti et egregii» militis D. Petri de Marti nengo «giurano di tenere indivisi e in buona armonia tutti i beni fam igliari, ereditati ed acquistati poi, «videlizet domus, sedumina, cur tiva, molendina, aedificia, flumina, rivos, agros, vineas, pratha, lam as, campaneas, honorancias, venationes, nemora, servitutes... existent es in locis et territoriis Urceorum novorum et veterum, de villaclara , de urado, de castelleto et de li motellis. de quinzano, de pathernel lo, de oriano et de pedergnaga». '''PAOLO GUERRINI, ''I conti di Mar tinengo. Studi e ricerche genealogiche''. Brescia, Tipolitografia F.ll i Geroldi, 1930, pp. 172-174''' PIETRO di Prevosto è il capostipit e di tutte le famiglie Martinengo che ebbero in Brescia e nel territor io bresciano così larga diffusione nei secoli seguenti, eccetto quell a dei Martinengo di Erbusco, che discende da Monaco. Pietro, forse all a morte del fratello Antonio, il 22 novembre 1336 venne investito dell e decime vescovili di Farfengo, Nave, Verolavecchia e Verolanuova, d i Roccafranca e della pieve di Bigolio, e altra simile investitura gl i venne data nel 1350 dal vescovo Fr. Bernardo Incardo, Cistercense fr ancese, che non si mosse mai dalla Corte pontificia di Avignone per ve nire a governare la diocesi di Brescia ma l’affidò a Vicari spiritu ali e temporali che lo rappresentassero. Il 9 settembre 1351 il mile s Pietro q. Prevosto Martinengo venne difatti nominato dal detto vesco vo suo Vicario generale in temporalibus, e in alcuni documenti della g estione economica del vescovato egli è indicato anche come conducto r bonorum episcopatus cioè come intendente o fattore generale della m ensa vescovile, che conservava allora in massima parte i suoi larghiss imi proventi di decime, censi, livelli e affitti, i quali andarono po i liquidandosi a poco a poco durante il triste periodo dello scisma oc cidentale . Poi vennero fatti da parte di Pietro Martinengo molti altr i acquisti di fondi nei dintorni di Orzivecchi, centro del suo patrimo nio. Il 22 gennaio 1352 acquistò quasi tutto il territorio di Zurleng o da un certo Raimirolo, che abitava a Brescia nella contrada di S. Pa ce . Il 25 luglio 1355 in plebe de Urceis compì un vasto cambio di fo ndi nel territorio di Orzivecchi con l’arciprete della ricchissima p rebenda, Prevosto di Tonino de Pittis di Nura fiorentino, rimasto quas i solo a godere le rendite di un intiero capitolo di canonici . L’1 1 aprile 1357 in castro de Urceis fu da lui compiuto un altro cambio d i fondi in Orzivecchi coi due fratelli Giovanni e Giacomo q. Venturin o Pitti di Nura . I due cambi, specialmente il primo, non potevano ess ere che a vantaggio del potente Martinengo, che in questi atti ha semp re i titoli di nobilis e miles; qualche atto gli dà anche il titolo d i miles generosus. Mons. Fé ricorda, senza citare la fonte, che nel 1 350 egli fece altri acquisti anche in Gabbiano (Borgo S. Giacomo) e c he gli storici della famiglia, essi pure non citati, affermano che Pie tro militò sotto Roberto d’Angiò re di Napoli (1309-1343) e dall a condotta militare riportò, se non molta gloria e onore, molte ricch ezze che egli convertì in fondi, e questo se non ha conferma nelle me morie contemporanee, dove il nome dei Martinengo non appare mai, trov a invece piena conferma nel fatto degli acquisti accennati e dell’in gente patrimonio da lui lasciato ai suoi figli. Nel 1370 era già mort o, e fu probabilmente sepolto all’Aguzzano di Orzinuovi, presso i su oi maggiori che ivi ebbero il sepolcro gentilizio. Di Pietro si conosc evano con certezza soltanto tre figli maschi, che ebbero discendenza , cioè Prevosto, Antonio e Gherardo; non si conoscono invece né la m oglie né le figlie, se ne ebbe. Mons. Fé gli attribuiva anche un qua rto figlio di nome Lorenzo, nome ch’egli credette mutato poi in Giov anni, ma dubitava che questo figlio fosse un bastardo, e lo argomentav a «dal non vederlo comparire negli alberi genealogici Martinengo, e p iù di tutto dal modo strano con cui il notaio vescovile Iacobino da O stiano registra con separata dizione il nome di costui dal nome dei su oi fratelli in istromento di compromesso del 1370: Prevostus, Antoniol us et Gerardus fratres de Martinengo filii q. Petri, et Joannes olim L aurentii q. dicti D. Petri». L’ipotesi non sarebbe fuori della prob abilità, anzi!.... Era ormai entrato nel costume dei condottieri e de i grandi signori quello di avere, accanto alla famiglia legittima, un a famiglia di illegittimi, talvolta separati, talvolta uniti ai primi , di varia provenienza materna a seconda dei capricciosi incontri di q uesti avventurieri nella randagia loro vita militare. Anche i Martinen go dei secoli XV e XVI, come tutti gli altri signori e signorotti de l tempo, ci offriranno esempi di queste deviazioni morali del costum e domestico. |