Giannino CalviAge: 19 years1899–1919
- Name
- Giannino Calvi
| Birth | May 6, 1899 40 31 |
| Death of a brother | Attilio Calvi May 1, 1916 (Age 16 years) |
| Death of a brother | Santino Calvi June 10, 1917 (Age 18 years) |
| Death | January 11, 1919 (Age 19 years) |
| Family with parents |
| father |
Gerolamo Calvi Birth: 1859 Death: December 15, 1919 |
| mother |
Clelia Pizzigoni Birth: 1868 — Antegnate Death: March 3, 1953 — Piazza Brembana |
| elder brother |
Natalino Calvi Birth: February 26, 1887 28 19 — Piazza Brembana Death: September 16, 1920 — Adamello, precipitando dalla parete Nord |
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3 years elder brother |
Attilio Calvi Birth: November 4, 1889 30 21 — Piazza Brembana Death: May 1, 1916 — Fargorida (Adamello) |
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6 years elder brother |
Santino Calvi Birth: May 3, 1895 36 27 — Piazza Brembana Death: June 10, 1917 — Ortigara |
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4 years himself |
Giannino Calvi Birth: May 6, 1899 40 31 — Piazza Brembana Death: January 11, 1919 — Padova, di spagnola |
| sister |
Margherita Calvi Death: |
| brother |
?? Calvi Death: |
| sister |
?? Calvi Death: |
| sister |
?? Calvi Death: |
| Note | http://vallebrembana.org/alpini-alta/personaggi-fratelli-calvi.html A lto biondo, dal viso di fanciullo, l’espressione dolce dei suoi occh i azzurri rifletteva la semplicità della sua anima. Era un mistico: i l sacerdozio gli sembrava, sin da bambino, dover essere la missione de lla sua vita. I fratelli che avevano a lungo insistito, lo distolsero . Soltanto per amor loro aveva rinunciato. Quando Attilio, fra gli imm ensi nevai dell’Adamello, fece il grande olocausto di sé, Giannin o sentì la perdita come un colpo terribile; il dolore parve prostrarl o quando cadde Santino. Divenne mesto, profondamente mesto, ma lo sorr esse la volontà di combattere e di vendicare il fratello. Dalle sue l ettere dolci ed infuocate indirizzate alla mamma, irradia tutta la nob iltà dll’anima sua, si sublima l’amore per la Patria e per la Fam iglia. Aveva voluto essere a tutti i costi Alpino anch’egli; s’app restava a partire ai primi di giugno del 1917 quando venne la nuova fe rale notizia; Santino combattendo da leone nella grande battaglia dell ’Ortigara, era caduto colpito al cuore. E mentre la famiglia piange va senza consolazione, Giannino partì straziato, ma calmo, forte e ri soluto. Egli che non pareva potesse odiare, odiava ora terribilmente i l nemico che gli aveva ucciso i fratelli e voleva vendicarli. Era anel ante di combattere. Rifiutò sdegnoso l’esonero dalla prima linea, c he la legge degli uomini gli concedeva, ma che gli vietava la legge de lla sua coscienza. Dopo il corso Ufficiali a Parma, fu assegnato all a Compagnia Mitraglieri comandata dal fratello Nino. Insieme i due fra telli cercarono la battaglia e la gloria; Giannino il novizio, Nino i l veterano. Ma solo in ottobre, dopo qualche giorno forzatamente trasc orso in seconda linea, dietro insistente e persino indisciplinata lor o domanda, furono inviati alla lotta cruenta, nella mischia bramata . Furono insieme sul Grappa. Si batterono con estremo eroismo: Nino f u crivellato di ferite, Giannino rimase incolume. La giornata fatidic a del 4 novembre 1918 lo trovava coi suoi Alpini oltre Feltre all’in seguimento del nemico disfatto. La guerra era terminata e vinta. Il fr atello prostrato dalle ferite a dall’epidemia che non l’aveva risp armiato neppure nel letto d’ospedale, si rimetteva a poco a poco; Gi annino ancora sotto le armi, ora che la guerra era finita, che tutto e ra compiuto, non pensava ormai che ritornare alla famiglia e agli stud i. Un po’ di amarezza tuttavia gli rimaneva nell’anima; forse gl i pareva di non aver combattuto abbastanza, lui che aveva voluto ripet utamente guardare in faccia alla morte che gli aveva portato via i fra telli. La morte lo frodò; egli l’aveva desiderata ardentemente nell ’urlo e nell’urto dell’assalto, tra l’incrociar di baionett e e dei pugnali, il crepitio della mitraglia, il fragore delle bombe ; avrebbe voluto cadere nella vertigine della battaglia, nell’ebbrez za della mischia, come i fratelli, non dopo averla sfiorata più volt e sul Grappa, esser ghermito dalla morte in ospedale. Il fiero morbo e pidemico invece lo colse e lo stroncò d’un tratto, distrusse sì su blime giovinezza. Febbricitante, scrisse alla mamma il 4 gennaio 1919 : “Vado all’ospedale di tappa di Padova con la febbre spagnola. No n spaventarti, chè pare, benché abbia la febbre abbastanza forte, i n forma benigna. Bacioni Gianninino”. Scrisse il 5 gennaio al padr e l’ultimo suo scritto: “Carissimi, sempre febbre catarrale alta ( 38,5). Spero bene. Bacioni Giannino”. Vinto sul letto d’agonia, se nza imprecare a nessuno e a nulla, anch’egli, nel delirio, combattev a nella mischia sognata, nell’assalto agognato morendo da prode com e i suoi Fratelli. Anche a Giannino verrà concessa la Croce di Guerra . Il 23 ottobre 1921 le salme dei quattro Fratelli Alpini giungono da i desolati cimiteri del fronte a Bergamo, dirette al paese natio. Torn ano alla loro terra, per aver pace accanto alla deserta casa paterna . Riposano nella cappella di famiglia nel cimitero di Piazza Bremban a vicino a tutti i loro famigliari. |